TRENTO. Nessuna autopsia sul corpo di Mattia Micaglio: la morte è avvenuta per politraumatismo, come è stato accertato dal medico, dunque per la procura di Trento non sono necessari ulteriori accertamenti clinici. È stato però aperto un fascicolo per omicidio stradale e per lesioni stradali, in attesa delle conclusioni dei carabinieri sulla dinamica dell'incidente accaduto sabato notte al Passo San Pellegrino e sulle responsabilità.

Micaglio, che avrebbe compiuto 51 anni il prossimo settembre, guidava il quad lungo la strada comunale che porta a Valfredda; il mezzo, all'incrocio con la statale 346, si è scontrato con una Jeep Renegade. Per il forte impatto entrambi i veicoli hanno terminato la loro corsa fuori strada, in un prato scosceso sottostante. Micaglio è stato sbalzato dalla sella ed è finito sotto la macchina, rimanendo incastrato. Il decesso è stato immediato. Sotto shock l'autista della Jeep, un giovane di 26 anni della val di Fassa.

La 33enne passeggera del quad era stata trovata dai soccorritori sull'asfalto, ferita ma cosciente. Originario della provincia di Venezia, ma residente a Padova, Mattia Micaglio era socio e responsabile commerciale della ditta veneta Marcato. «È stato scioccante venire al lavoro e non vedere la macchina di Mattia. Sono frastornato. Se ne è andato non solo un socio di lavoro, ma un vero amico che viveva la nostra azienda come fosse la sua famiglia. A lui devo tanto, sia sotto il profilo umano che professionale». Giacomo Marcato, il nipote di Otello lo storico fondatore nel 1930 dell'azienda di Campodarsego specializzata nella produzione di macchine per pasta ad uso casalingo, ha un nodo alla gola nel ricordare la morte di Micaglio.

«Ho 37 anni e sono cresciuto con Mattia - racconta Giacomo Marcato - E posso dire che ha dato tutta la sua vita per questa azienda nel periodo in cui stava per fallire. Mattia mi è stato vicino nel momento delle difficoltà: insieme abbiamo rimesso in sesto l'attività di mio padre Pietro e quindi l'ho coinvolto nella gestione nella governance societaria. Gli sarò sempre riconoscente».

In una nota la Marcato spa di Campodarsego evidenzia il cordoglio e vicinanza alla famiglia del collega scomparso. «Mattia, che faceva parte della famiglia Marcato da 17 anni, si è distinto non solo per spirito imprenditoriale, passione e profonda cura nei confronti di colleghi e clienti, ma anche per aver guidato con successo l'espansione dell'azienda nei mercati internazionali - fanno sapere la proprietà, gli amministratori, i colleghi e l'intero staff dell'azienda - Grazie alla sua visione strategica e al suo impegno, Marcato ha consolidato la propria presenza all'estero e acquisito nuove opportunità in Paesi chiave, unendo la tradizione aziendale alla ricerca sul prodotto. Collaboratore instancabile, membro fondamentale del consiglio di direzione e socio attivo, il suo contributo, umano e professionale, ha lasciato un'impronta indelebile in tutti noi».

Il sindaco di Campodarsego Valter Gallo esprime le condoglianze a nome di tutta la comunità «per la morte di un uomo che ha contribuito a far ripartire la nostra storica azienda cittadina». «Mi unisco al dolore dei suoi familiari, della compagna e di tutti i suoi colleghi di lavoro» aggiunge il sindaco. La data del funerale non è ancora stata fissata.