MORI. Bisognerà imparare ad averlo come vicino, il lupo, o meglio i due branchi, all'incirca un decina di predatori, che ormai considerano l'area fra lo Stivo, il Baldo e la Val di Gresta fino al veronese, il proprio territorio. Ma soprattutto la cittadinanza dovrà convincersi che fra l'uomo e il lupo è quest'ultimo ad avere più paura.

«Per questo - ha commentato il sindaco Stefano Barozzi (Pd) - si terrà nelle prossime settimane un incontro pubblico a Mori, come chiesto dal consigliere Bruno Bianchi. Perché la prevenzione è informazione».

Questo potrebbe essere il bilancio della seduta del Consiglio comunale di Mori, svoltasi qualche sera fa e dedicata alla presenza del lupo, in cui sono intervenuti l'assessore provinciale all'agricoltura Giulia Zanotelli e il dirigente del servizio faunistico Claudio Groff.

Nel corso della riunione, la parola più ricorrente è stata senz'altro «prevenzione». La convocazione del Consiglio è anche il risultato della richiesta, tramite una mozione, dei consiglieri Paola Depretto, Ernesto Goi (Fratelli d'Italia) e Bruno Bianchi (Mori dinamica).

Il motivo che ha portato all'istanza dei consiglieri è stato quello dell'investimento nelle ultime settimane di ben tre lupi sulla statale. Un elemento che ha riportato nell'attualità un tema che sembrava popolare più che altro le cronache del passato.

Nel corso del dibattito si è ricordato che pastori, amanti della montagna e turisti hanno scarse probabilità di imbattersi in un lupo. Infatti, quando si verifica, è sempre nel pieno della notte, poiché la diffidenza dell'animale verso l'uomo è ormai un dato congenito negli esemplari.

«I branchi in Trentino - ha spiegato al Consiglio il dirigente Groff - sono venticinque. Erano 17 nel 2020 e 13 nel 2019. Gli esemplari superano i 100. Una crescita dovuta a una popolazione di ungulati, cervi e camosci, ben 80mila, che rappresentano la preda ideale del carnivoro. Mentre i danni liquidati nel 2020 (per il 2021 non sono ancora disponibili), per indennizzo dalla Provincia sono stati 74.972 euro». «Nel complesso - ha proseguito Groff - gli investimenti per adottare gli strumenti di prevenzione come recinti elettrici e cani da guardiania sono stati nel 2019 e nel 2020 pari a 120mila euro. Tre sono gli strumenti per arginare la pericolosità del lupo: oltre alla recinzione elettrica e il cane da guardia, il box abitativo in quota per i pastori. Ma su tutto va ricordato che sono stati appena 12 gli attacchi all'uomo negli ultimi 100 anni tra nord America ed Europa dell’Est (nessuno in Italia). Pertanto, se lo si incontra, è consigliabile allontanarsi, senza correre. Non va dimenticato che il lupo è una specie particolarmente protetta, anche se non più in estinzione».

«Controlliamo in modo costante la popolazione dei carnivori per applicare tutti gli strumenti di prevenzione - ha osservato l'assessore Zanotelli - Fra orsi e lupi la fauna dei carnivori è vasta, la giunta applica la normativa europea. Non può essere escluso anche il prelievo circoscritto di esemplari. Ma soltanto in deroga e sulla scorta di uno studio di Ispra e del Muse».

«Sarebbe meglio parlare di corridoi faunistici - ha ribattuto su questo punto il consigliere comunale Cristiano Moiola (Patt) - come chiesto anche dalla consigliera Silva Feitosa. In Svizzera ce ne sono ben 304. Infine spiace per le perdite degli allevatori, ma ci sono le misure di assistenza finanziate dalla Provincia».