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TRENTO. «Piano provinciale della mobilità: chi l’ha visto?». È il titolo provocatorio dell’interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera provinciale Lucia Maestri, che torna a sollecitare la Giunta provinciale su un documento di programmazione dei trasporti atteso da anni. Nel mirino della consigliera finiscono i ritardi nella pianificazione, le condizioni del trasporto pubblico e le prospettive di sviluppo della rete ferroviaria trentina.
Secondo Maestri, il Piano provinciale della mobilità rappresenta uno strumento indispensabile per costruire una politica dei trasporti credibile, capace di coordinare i collegamenti extraurbani con le esigenze delle città di Trento e Rovereto. La consigliera accusa l’esecutivo di una sostanziale mancanza di programmazione, sostenendo che le scelte vengano affrontate prevalentemente sulla base delle emergenze quotidiane, senza una strategia di medio e lungo periodo.
Tra le situazioni richiamate nell’interrogazione figura quella della Valsugana, indicata come esempio delle difficoltà del sistema dei trasporti. Maestri denuncia inoltre l’obsolescenza di numerosi mezzi di Trentino Trasporti e la necessità di rivederne la gestione, per migliorare la qualità dei servizi e contenere i costi.
Un altro caso citato riguarda via Cervara a Trento, dove, secondo la consigliera, i residenti subiscono da mesi le conseguenze di un servizio pubblico inadeguato. Critiche anche al dibattito sull’hub intermodale San Lorenzo, rispetto al quale Maestri chiede di superare le contrapposizioni politiche e avviare una riflessione complessiva sul futuro della mobilità cittadina e provinciale.
Nell’interrogazione viene sottolineata anche l’importanza delle nuove infrastrutture ferroviarie lungo l’asse del Brennero, considerate un’opportunità per trasferire una parte del traffico pesante dalla strada alla rotaia e sviluppare un sistema di trasporto pubblico più efficiente. Per la consigliera, tuttavia, questi investimenti devono essere accompagnati da una pianificazione capace di anticipare le esigenze future del territorio.
Sono tre le domande rivolte alla Giunta provinciale: a che punto sia l’elaborazione del Piano provinciale della mobilità, quali interventi siano previsti per affrontare l’invecchiamento dei mezzi di Trentino Trasporti e quale sia lo stato di avanzamento del progetto NorduS, relativo all’ottimizzazione del sistema ferroviario della Trento-Malè.
L’iniziativa punta quindi a ottenere risposte sui tempi e sulle scelte dell’amministrazione provinciale. Per Maestri, senza una visione complessiva il rischio è quello di continuare a intervenire sulle singole criticità senza affrontare le esigenze strutturali della mobilità trentina.


