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TRENTO. Avevano espresso dubbi e perplessità in tempi non sospetti, ovvero quando la Provincia, con l'assessore Achille Spinelli, aveva presentato i progetti per le attività estive dedicate a bambini e ragazzi. Ma ora, dati e numeri alla mano, tornano alla carica denunciando «il flop delle colonie estive targate Provincia».
A parlare sono i consiglieri Francesca Parolari e Lucia Maestri (Pd), Michele Malfer (Campobase) e Paola Demagri (Casa Autonomia.eu). «L'esito dell'avviso pubblicato dalla Provincia per individuare i soggetti con cui co-progettare i servizi conciliativi estivi di interesse economico generale (SIEG) con l'obiettivo di "tenere le scuole aperte in estate" ha certificato, ahinoi, il flop di questa mal congegnata idea della giunta Fugatti».
Nel dettaglio il governo provinciale cercava soggetti interessati ad aderire ad una progettazione partecipata per garantire 6 settimane di colonie estive a costo ridotto rivolte a bambini di età 6-14 anni. Erano in gioco 1.200 posti per ogni turno settimanale, spalmati su 9 ambiti territoriali che coprivano l'intero territorio provinciale, con orario flessibile fra le 7.30 e le 18.30 .
«Ma i risultati del bando dicono che solo per 6 ambiti territoriali su 9 sono state presentate manifestazioni di interesse, per un'offerta complessiva di 700 posti settimanali rispetto ai 1.200 auspicati. Ancora: sono rimaste completamente scoperte la Val di Fiemme e il Comun General di Fascia, la Valle di Cembra, l'Alta Valsugana e Bernstol e le Giudicarie. Inoltre, in ben 4 ambiti su 6 le manifestazioni di interesse presentate sono state per un numero di posti inferiore rispetto alla soglia indicata: nel dettaglio per Vallagarina, Altipiani Cimbri e Rovereto 150 posti su 250, per Valsugana, Tesino, Primiero 50 posti su 100, per Valle dei Laghi, Alto Garda e Ledro 50 posti su 100, per Val d'Adige e Trento: 250 posti su 300».
I consiglieri sottolineano come nell'estate alle porte saranno offerti servizi a macchia di leopardo, con territori che potranno beneficiare di opportunità conciliative a costo estremamente favorevole e altri, invece, no.
«Dei quasi 8 milioni messi a bilancio per i servizi conciliativi estivi, per questa progettualità si userà, se va bene, meno di un milione. Ritardi, incertezze e complessità hanno indotto molti soggetti a desistere, inducendoli a percorrere l'altra strada più agevole, sempre della Provincia, quella del contributo a fondo perduto di 8 euro/die».
L'amara conclusione: «La giunta Fugatti, con le due operazioni simultanee è riuscita nella magistrale impresa di autosabotarsi. Un vero capolavoro al rovescio. Ciò che rammarica è che a restare imbrigliate in questo pasticcio sono molte famiglie trentine e molte realtà del terzo settore, vittime incolpevoli della propaganda e del pressapochismo di questo governo provinciale».


