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TRENTO. Un utente di Facebook, utilizzando un nome falso, gli aveva dato del «pagliaccio» e non solo: «Te tiro sotto con el trator» aveva scritto. Vittima degli insulti e delle minacce è Alberto Pattini, noto farmacista nonché storico consigliere comunale di Trento, che non ha lasciato correre. «Non si può accettare che vengano scritte queste cose» ha sempre sostenuto.
A quasi sei anni dai fatti, la Corte d'appello di Trento, presieduta da Ettore Di Fazio, ha riconosciuto le minacce e condannato "il leone da tastiera" a risarcire il dottor Pattini, costituito parte civile, con 3mila euro. L'imputato dovrà inoltre pagare le spese processuali sia a favore dell'erario che della parte civile.
«La gente pensa di poter scrivere commenti anche gravi sui social senza rendersi conto delle conseguenze. E quindi spero che la sentenza possa valere come ammonimento» è il commento di Alberto Pattini alla decisione della Corte d'appello.
L'imputato, un agricoltore 43enne difeso dall'avvocato Maurizio Roat, era stato assolto in primo grado dalle minacce «perché il fatto non costituisce reato» e dalla diffamazione perché «non punibile per la particolare tenuità del fatto», ma con condanna per la responsabilità civile al risarcimento di 3mila euro a favore della parte civile.
Alberto Pattini, assistito dagli avvocati Luca Pontalti e Alessandro Meregalli, aveva deciso di impugnare la sentenza per l'unica parte spettante alla parte offesa, ossia in merito agli effetti civili. Secondo i legali del farmacista la scelta terminologica dell'imputato («linciaggio...te tiro sotto con il trattor») «racconta di tutto tranne che di goliardia, iperboli, offese».
È stato dunque chiesto alla Corte di riconoscere che ci siano state le minacce, con la conseguente condanna al risarcimento dei danni causati al dottor Pattini pari a 20mila euro. I giudici dell'Appello hanno dichiarato l'imputato responsabile del reato di minacce, con risarcimento di 3mila euro, confermando per la parte restante la sentenza di primo grado.
Il commento che all'imputato è costato la condanna era stato scritto sotto un post in cui Pattini aveva criticato l'allora consigliera provinciale Katia Rossato "suggerendole" di tornare a vendere le uova. «Forse l'è meio continuar a vender ovi?» aveva scritto il farmacista, disapprovando l'intervento di Rossato, nel giugno 2020, sulla non opportunità del notaio Paolo Piccoli di sostenere il candidato sindaco Ianeselli.


