TRENTO. Il governo avvia le procedure per realizzare sei nuovi Centri di permanenza per i rimpatri, e due di questi sono previsti in Trentino Alto Adige. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: le altre strutture dovrebbero sorgere in Campania, Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna. Il piano prevede inoltre l’attivazione di altri 106 posti all’interno di Cpr già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio.

Sul fronte dei rimpatri, Piantedosi ha spiegato che nel corso del 2026 sono state finora interessate oltre 6.500 persone, considerando quelli forzati e quelli volontari assistiti. L’obiettivo del governo è aumentare ulteriormente il numero entro la fine dell’anno, parallelamente al potenziamento della rete dei Cpr e delle attività di controllo alle frontiere.

Proprio sui confini arriva intanto una nuova proroga. L’Italia manterrà per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La decisione è legata alla situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, dove secondo il Viminale permangono le criticità che avevano portato alla reintroduzione delle verifiche. Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e agli altri Paesi dell’Unione.

Il tema dell’immigrazione sarà inoltre al centro del prossimo confronto europeo tra i ministri della Giustizia e dell’Interno. Tra i punti sul tavolo figurano il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Ue, il contrasto al traffico di migranti e il potenziamento dei rimpatri. Per il Trentino Alto Adige, intanto, resta da capire dove potrebbero essere collocati i due nuovi Cpr annunciati dal governo: al momento sono state indicate le procedure per la loro realizzazione, ma non le sedi.