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TRENTO. «Il numero programmato non è minimamente toccato dalla nuova legge, tutto rimane identico a com'era prima. Semplicemente la selezione degli studenti non avviene attraverso i test d'ingresso, ma attraverso esami da svolgere al termine del primo semestre».
Il rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian si è confrontato alcuni giorni fa con gli altri rettori degli atenei italiani in merito all'eliminazione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina (e non solo).
La risposta dei rettori è concorde: la novità normativa rischia di introdurre delle criticità che mettono a rischio la qualità della formazione, senza dare risposte alla vera urgenza, ovvero la carenza in Italia non tanto di laureati in Medicina, ma di medici specialistici.
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