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MEANO. Meano non riesce a capacitarsi. Martino Debiasi, 30 anni, agricoltore e comandante dei vigili del fuoco volontari, è morto in un tragico incidente in campagna, lasciando un vuoto che nessuno sa come colmare. Ad attendere il suo ritorno a casa c'erano la moglie Sara, il piccolo Gabriele — che non ha ancora un anno di vita — i genitori e la sorella. Un dolore privato che in poche ore è diventato collettivo, in tutto il Trentino.
Da sette anni Debiasi guidava i vigili del fuoco volontari di Meano, una presenza costante, un punto di riferimento per tutti. Il paradosso straziante di questa vicenda è che sono stati proprio i suoi uomini a dover intervenire sul luogo dell'incidente, senza poter fare nulla per salvarlo. Molti di loro, anche dopo aver terminato il turno, non sono riusciti ad andarsene: sono rimasti a Camparta Bassa, accanto ai familiari, per un abbraccio, una parola, o anche solo un silenzio condiviso.
La salita che porta al cancello d'ingresso della casa della famiglia Debiasi è diventata, nelle ore successive alla tragedia, un cammino percorso da amici, coscritti, compagni di studi e di vita, da vigili del fuoco di altri corpi giunti da diversi sobborghi, da semplici compaesani che non volevano restare a distanza in una giornata tanto surreale.
La sera, a Meano, si sono ritrovati i volontari, le associazioni del paese — tra cui quella degli agricoltori del sobborgo, che Martino aveva contribuito a fondare — e tanti cittadini. Non solo per condividere il dolore, ma per iniziare subito a ragionare su come sostenere concretamente Sara e il piccolo Gabriele, che dovranno costruirsi un futuro senza di lui.
I vigili del fuoco volontari di Meano stanno organizzando una raccolta fondi per la famiglia: il numero di conto corrente sarà pubblicato a breve sui canali social del corpo. La circoscrizione ha annullato per lutto tutti gli incontri pubblici in calendario. L'ultimo saluto a Martino Debiasi è fissato per giovedì 30 aprile alle 14.30 nella chiesa di Meano.


