TRENTO. Il Mausoleo di Cesare Battisti trasformato in un deposito durante le operazioni di smontaggio del Poplar Festival. È la denuncia sollevata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giuseppe Urbani, che annuncia per domani una domanda di attualità al sindaco per chiedere chiarimenti sulle condizioni in cui è stato lasciato il monumento sul Doss Trento al termine dell’evento.

Urbani riferisce di avere effettuato un sopralluogo martedì 15 settembre insieme al consigliere Demattè, durante le operazioni di smontaggio delle strutture utilizzate per il festival. Secondo quanto riportato dal consigliere, nell’atrio antistante le due scalinate del Mausoleo sarebbero stati collocati materiali elettrici e altre attrezzature, mentre alcune casse sarebbero state posizionate anche sulla parte superiore della struttura che ospita le spoglie di Cesare Battisti.

Una situazione che Urbani definisce «inaccettabile» e sulla quale chiede di capire quali controlli siano stati effettuati da parte dell'amministrazione comunale prima, durante e dopo il festival. La questione, secondo il consigliere, non riguarderebbe soltanto l'utilizzo degli spazi del Mausoleo, ma più in generale le condizioni del Doss Trento al termine delle attività.

Nel sopralluogo, infatti, Urbani sostiene di avere riscontrato anche il deterioramento del prato antistante il monumento, descritto come «ormai praticamente scomparso». Nel comunicato viene inoltre segnalata la presenza di piatti di insalata di riso appoggiati sui cannoni Ansaldo del 1918, reperti che, secondo il consigliere, avrebbero dovuto essere maggiormente tutelati.

Tra gli elementi contestati viene indicata anche la presenza, a suo dire, di operai impegnati nello smontaggio senza dispositivi di protezione individuale, in particolare senza caschetti di sicurezza. Anche in questo caso si tratta di quanto riferito dal consigliere sulla base di ciò che afferma di avere osservato durante il sopralluogo.

La richiesta di chiarimenti arriverà quindi in consiglio comunale. Urbani ha annunciato una domanda di attualità al sindaco, con l'obiettivo di ottenere informazioni sui controlli effettuati dall'amministrazione e sulle modalità con cui sono state gestite le operazioni legate al festival.

Al centro della contestazione c'è dunque il rapporto tra l'utilizzo del Doss Trento per gli eventi e la tutela del suo patrimonio storico. Per Urbani il Mausoleo e l'area circostante non possono essere considerati semplicemente spazi a servizio delle manifestazioni, ma devono essere preservati in ragione del loro valore storico e simbolico.