TRENTO. «La democrazia è prima di tutto fiducia nella capacità di sapersi governare. Tra democrazia e autonomia vi è quindi un legame molto stretto». È uno dei passaggi centrali dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Sociale di Trento, in occasione delle celebrazioni per la Giornata dell’Autonomia e per gli ottant’anni dell’Accordo di Parigi.
 

Per l’Inno del Trentino,  Fugatti si è alzato in piedi e ha invitato tutti ad alzarsi. Il presidente Mattarella ha accolto l'invito

Il capo dello Stato ha sottolineato come Repubblica e autonomie, comprese quelle speciali, abbiano «nutrito e contrassegnato lo sviluppo della democrazia italiana», segnando una netta discontinuità rispetto al fascismo. «Contro il centralismo, contro la dittatura, le genti trentine hanno saputo opporre la loro orgogliosa esperienza di autogoverno, collegandola al futuro del Paese».

Mattarella si è soffermato anche sulla crescente disaffezione verso la politica e sull’astensionismo. La sfiducia dei cittadini nei confronti della partecipazione democratica, ha spiegato, può essere superata attraverso «esempi di autentica abnegazione» e soprattutto con il rispetto delle esigenze e delle attese della popolazione.
 

Lo sguardo del presidente si è poi allargato all’Europa e alle tensioni internazionali. «Le sfide sono numerose anche oggi, la guerra minaccia la pace così faticosamente conquistata». Le crisi europee, ha ammonito Mattarella, non possono trasformarsi in una crisi dei valori, perché in quel caso l’Europa «perderebbe la sua ragion d’essere». Alle nuove generazioni spetta dunque la responsabilità di «costruire tempi nuovi».

Nel suo discorso il presidente ha richiamato anche Alcide De Gasperi e citato Papa Leone: «Le persone vengono prima di confini, definizioni e istituzioni». Una lezione, ha aggiunto Mattarella, ben conosciuta dai trentini, che hanno dato alla Repubblica uno statista capace di indicare come si possa essere «liberi e autonomi in casa propria» e allo stesso tempo solidali con tutti i cittadini della Repubblica.