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Il ricordo di quel 3 luglio 2022 è ancora nitido nella mente di Giuseppe Costantino, 46 anni, da quattro comandante dei Vigili del Fuoco di Canazei. Una domenica d'estate come tante altre in Val di Fassa, fino a quando l'impensabile è accaduto: il crollo di un'imponente porzione del ghiacciaio della Marmolada. "Era tutto strano," racconta Costantino. "Intanto era strano che ci chiamassero per una valanga, perché di solito mandano solo il soccorso alpino. E poi era luglio, un'estate particolarmente calda. Come poteva esserci una valanga?"
La decisione immediata fu quella di mandare una squadra di intervento. Quello che trovarono sul ghiacciaio era uno scenario drammatico: “Terribile”. Dopo la tragedia, il corpo ha lavorato con gli Psicologi per i Popoli per aiutare la squadra a elaborare l'esperienza e superare il trauma collettivo vissuto dai soccorritori: “È servito moltissimo”.
Canazei, paese di 1.800 abitanti che in alta stagione arriva a ospitare 20.000 persone, si è trovato improvvisamente al centro dell'attenzione mediatica mondiale. "Nel giro di due ore è arrivato il mondo qui," ricorda Costantino. La caserma dei vigili del fuoco è diventata il quartier generale delle operazioni di soccorso e recupero, fornendo 120-130 pasti al giorno per tutti i soccorritori. A tre anni di distanza, nessun vigile ha abbandonato il Corpo dopo quell'esperienza: "Siamo diventati ancora più famiglia" afferma Costantino.
Ma la Marmolada è solo uno dei tanti volti dell'emergenza in questa valle dolomitica. La vita del corpo dei vigili del fuoco di Canazei, che conta precisamente 32 vigili effettivi e 12 allievi, si divide tra stagioni turistiche affollate e periodi più tranquilli. "Facciamo più o meno 200 interventi all'anno. Se contiamo tutto, anche le manifestazioni, possiamo dire che in media interveniamo una volta al giorno”. Un dato importante per un corpo di volontari in un piccolo comune di montagna.
"Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le chiamate per emergenze collegati al fuoco sono poche. La maggior parte sono per incidenti stradali e soccorso a persone. Gli incidenti sui passi dolomitici, che vedono coinvolte moto e sempre più macchine di lusso che vengono qui a fare i tour guidati sulle strade di montagna, sono frequenti.
Un'altra emergenza significativa che ha segnato la comunità è stata la tempesta Vaia nel 2018. "La frana che è venuta giù a Canazei ha interessato la mia attività e altre 3-4 attività," ricorda Costantino, che oltre a essere comandante gestisce un ristorante. "Mi hanno chiamato per una piccola frana a Penia di Canazei, mentre eravamo lì mi chiama mia moglie: 'Guarda, vieni a casa che sta venendo giù tutto.' Avevo il ristorante pieno di clienti e i miei familiari non potevano più uscire di casa perché la frana aveva invaso tutto e continuava."
In quella drammatica situazione, Costantino e altri colleghi sono riusciti a evacuare le persone intrappolate. "Con un altro paio di colleghi siamo riusciti a mettere una scala sull'ultimo piano dalla parte a valle." In totale, sono state evacuate una decina di persone, quattro nella famiglia del comandante e altri sei nella famiglia sotto. "Era tutto buio. E poi continuavano a cadere alberi, sentivi questi schianti. Eravamo totalmente isolati, non avevamo nessun tipo di supporto perché non si passava. Noi per quelle 5, 6, 8, 10 ore, adesso non mi ricordo, eravamo fuori dal mondo."
Eppure, anche in quella situazione si è vista l'unità di corpo e la solidarietà della popolazione. "Tutti quanti ad aiutare, a dare una mano a liberare tutte le case. Sono stata una settimana lì a sistemare," racconta. Riflettendo su queste esperienze, il comandante aggiunge: "Dopo Vaia, dopo la Marmolada, fra virgolette tutto il resto si gestisce."
Costantino non è nato in una famiglia di pompieri, ma ha sempre avuto questa passione dentro. "Mi ha sempre affascinato il mondo dei vigili del fuoco. A 18 anni ho fatto subito domanda di entrare." Non aveva fatto l'allievo, come invece molti ragazzi del corpo. "Io sono partito da zero, in famiglia non ho nessuno che faceva il vigile del fuoco." Oggi, sua figlia di 21 anni sta seguendo le sue orme, completando il corso base dei vigili del fuoco. "È appassionatissima. Involontariamente, io non è che ho spinto in nessun modo, sta seguendo un po' le mie orme."
Il comandante ricorda con affetto il suo ingresso nel corpo. "All'epoca era comandante Gigio Dantone. Quando entri a far parte del corpo dei vigili del fuoco è una famiglia, ti trovi in famiglia. È dura andar via, difficile andar via. Io c'ho dei vigili che ultimamente son dovuti andar via perché hanno comprato casa più verso la Val di Fiemme. Non sono usciti dai pompieri, ma hanno cambiato corpo e hanno sofferto e stanno ancora soffrendo. Non perché non si trovino bene nel corpo dove sono, ma proprio perché abbandoni una famiglia."
La sua ascesa ai vertici del corpo è avvenuta gradualmente. "I primi incarichi sono arrivati quando il mio vecchio comandante e i capisquadra hanno cominciato a darmi delle responsabilità." Costantino è diventato vicecomandante nove anni fa, nel 2016, e poi comandante quattro anni fa.
La caserma di Canazei, costruita nel 1882 da un famoso fotografo, Franz d'Antone, è diventata nel tempo non solo un presidio di sicurezza, ma un vero pilastro della comunità. "Quando non si sa come fare, si chiamano i pompieri," sorride Costantino, consapevole della responsabilità che questo comporta.
Il territorio che il corpo gestisce è vasto e complesso. "Noi come corpo gestiamo i tre passi importanti che sono il Fedaia, il Pordoi e il Sella, che vengono visitati da tantissime persone in estate, anche in inverno, ma ultimamente anche nei periodi di fuori stagione nei periodi di bel tempo," spiega il comandante. Questo comporta sfide particolari nella gestione degli interventi che cambiano drasticamente tra la bassa e l'alta stagione.
E quando si parla di primo soccorso, la realtà montana presenta problematiche specifiche. "Noi siamo qua un po' tra virgolette fuori dal mondo. Abbiamo la Croce Bianca e magari in stagione loro hanno due macchine, ma passando da 1.800 a 20.000 abitanti, sono tutte e due fuori. Tra l'altro, l'ospedale vicino è a Cavalese, per cui andare e tornare ci vuole un'ora e mezza," spiega Costantino. Per questo motivo, sei anni fa il corpo ha voluto fare un corso medico avanzato trauma. "Ci prepara a un primissimo intervento. Adesso abbiamo anche due defibrillatori all'interno del corpo."
Le esercitazioni sono fondamentali per mantenere alta la preparazione: una volta alla settimana, più le "grandi manovre" annuali. "Sabato abbiamo una grandissima manovra con diversi corpi, tra cui il corpo dei Selva di Val Gardena, la Croce Bianca di Canazei e la Croce Rossa. Simuliamo un incidente stradale al Passo Sella, saremo 70-80 persone," spiega entusiasta il comandante che recentemente ha portato l'organico da 30 a 35 vigili, con la possibilità di arrivare fino a 45 considerando i vigili allievi che hanno diritto a entrare in sovrannumero.
La definizione di queste esercitazioni è molto realistica. "Chi fa l'esercitazione non sa cosa c'è, è proprio una situazione realistica," precisa. "Lo sappiamo solo io e chi sta organizzando la manovra, sennò tu dici: 'Venite che alle tre facciamo un incidente stradale'." Ma i dettagli rimangono segreti, inclusa la posizione esatta. L'obiettivo è testare anche nuovi equipaggiamenti: "Questa volta usiamo per la prima volta il PMA, posto medico avanzato dalla Croce Rossa, che abbiamo in Val di Fassa da circa 10 anni ma io non l'ho neanche mai visto."
Per Costantino, queste esercitazioni servono a capire "cosa fa chi e come," a definire protocolli e migliorare la collaborazione tra diversi corpi. "La Marmolada ha insegnato, e da lì a Trento hanno recepito, hanno aperto i canali radio anche alla provincia di Bolzano. Prima della Marmolada, se dovevo parlare con il comandante di Selva Val Gardena non potevo parlare. Dopo la Marmolada, adesso se voglio parlare, se lui vuole parlare con me, abbiamo un canale."
Nuove tecnologie come i droni stanno entrando lentamente nel corpo, ma con cautela. "Li abbiamo usati quando abbiamo fatto una mega evacuazione degli impianti," racconta. "In quel caso lì è stato molto efficace. Il drone passava cabina per cabina a controllare cosa ci fosse dentro. Con gli infrarossi e con la luce e la telecamera vedevi esattamente se c'era qualcuno ancora in cabina."
Ma Costantino è anche pratico riguardo ai limiti. "Sono quelle robe che devi essere bravo a usare. Il comandante di Selva Gardena mi diceva: 'È vero, il drone è bellissimo averlo, probabilmente la provincia magari ti viene anche incontro a prenderlo, però cosa faccio io se quel giorno là che ho il drone, quelle due persone che lo sanno usare non ci sono?' Questo è il problema." Guarda però al futuro con ottimismo: "Si arriverà a un giorno che il prezzo del drone sarà risorio e averlo, e probabilmente anche comincerà a essere sempre più facile usarlo, perché gli dai la traccia su Google Maps, vai su e vieni giù così. L'intelligenza artificiale... Sicuramente una verifica di una frana o qualcosa così è molto comodo."
Oltre agli interventi tecnici, il corpo si occupa anche di investimenti di animali, un fenomeno costante nella zona. "Ne facciamo una ventina all'anno, 25, con macchine danneggiate. Se è un capriolo a volte non c'è la macchina danneggiata, ma se è un cervo, la macchina è sempre distrutta."
Dopo vent'otto anni di servizio, il comandante, il cui mandato scade a maggio 2026, è ancora pieno di entusiasmo e progetti. "Devo portare a termine un po' di progetti per la mia popolazione. L'intenzione è quella di andare avanti, se i miei vigili mi votano," afferma con determinazione. Quando gli si chiede se c'è ancora entusiasmo, risponde con un deciso: "Sì, mi fanno piacere."
Costantino è orgoglioso che, contrariamente a molte altre associazioni, il corpo di Canazei ha dovuto aumentare l'organico per accogliere più volontari. "Paradossalmente, quest'anno, ultimo anno, abbiamo dovuto fare un aumento di organico perché c'era più gente che voleva entrare di quella che poteva entrare." Un segno positivo che dimostra una voglia di mettersi in gioco.
"La più gran pubblicità la fa lo stesso vigile del fuoco che riesce a coinvolgere gli amici, conoscenti," spiega il comandante. "Basta che entrino, poi difficilmente vanno via. Se vanno via, solo per problemi di famiglia, cioè legati a questo. È difficile che vadano via, cioè per forza maggiore."
Mentre guarda al futuro, Costantino riflette sulle esperienze passate – dalla pizza lasciata a metà durante l'allerta della Marmolada, alla frana che ha invaso il suo ristorante – con la convinzione che ogni emergenza ha rafforzato il corpo e preparato meglio la comunità ad affrontare le sfide future.
"Vaia, poi la Marmolada ne abbiamo passate tante," conclude con determinazione. "Non voglio dire che non può succedere di peggio, perché l'esperienza mi insegna che può succedere di tutto, però queste calamità ci hanno rafforzati come corpo."
I VIGILI DEL FUOCO DI CANAZEI
- Giuseppe Costantino
- Alessandro Dantone
- Loris Riz
- Andrea Costa
- Maurizio Basteri
- Petra Basteri
- Mario Bravin
- Manuel Chinellato
- Victoria Costantino
- Graziano Dantone
- Simone Dantone
- Cristoforo Debertol
- Mauro Debertol
- Tommaso Del Favero
- Ludovico Dezulian
- Martin Havella
- Alessandro Maganzini
- Enrico Marchetti
- Leonardo Marchetti
- Daniele Pegoretti
- Luca Piazzi
- Christian Planchensteiner
- Diego Planchensteiner
- Luca Rasom
- Stefano Riz
- Stefano Salvador
- Andrea Scarafilo
- Bruno Testor
- Francesco Testor
- Gabriel Vian
ALLIEVI
- Lorenzo Cassano
- Carlotta Costantino
- Virginia Costantino
- Matthias Dantone
- Thomas Dantone
- Enea Primus Debertol
- Giacomo Planchensteiner
- Markus Planchensteiner
- Jan Rasom
- Andreas Riz
- Matteo Tonato
- Patrik Zorzi
- Vigile di Complemento (2 Volontari):
- Luigi Dantone
- Rinaldo Debertol


