TRENTO. Sono quantomeno scettici nel centrosinistra trentino rispetto al fatto che la costituenda holding autostradale pubblica del Veneto, che punta a ricomprendere anche la A4 Brescia-Padova, la cui concessione scade a fine anno, possa effettivamente garantire il finanziamento della Valdastico nord, un'opera per la quale già si calcola a spanne un costo di 5 miliardi di euro, tanto più che con l'uscita all'Acquaviva aumentano i tratti in galleria, rispetto ai 3 miliardi di cui si parlava con l'uscita a Rovereto sud.

«La holding in house - esordisce Alessio Manica, capogruppo provinciale del Pd, - devo dire che la vedo con invidia, perché è vero che hanno dentro lo Stato al 50%, perché è un modo per non andare sul mercato, ma il paradosso è che il Veneto usa norme che sono state fatte per noi, mi riferisco all'A22, e invece ora noi stiamo a guardare dalla finestra. L'ampliamento di Cav (Concessioni autostradali venete) con la concessione dell'A4 Brescia-Padova, togliendola ai privati, è un'ipotesi che gira da tempo e oggi c'è la reale possibilità che si realizzi. Ma che in un piano finanziario di 6 miliardi ci possa essere anche la Valdastico sono proprio curioso di vederlo». Secondo Manica infatti: «Inserire nel piano la quarta corsia dell'A4 ha senso in una logica di rendimento, perché è un'arteria sovraccarica e redditizia, Ma che ci mettano la Valdastico nord, che secondo i dati degli stessi proponenti ha un potenziale di traffico modesto e non si ripagherebbe mai, mi stupirebbe. Se infatti la A4 aveva la Valdastico come onere per avere la proroga della concessione, ora con una concessione ex novo perché la società dovrebbe caricarsi di un'opera che non rende e che per di più interessa solo una porzione del Veneto?».

Sul nuovo tracciato con uscita all'Acquaviva poi Manica osserva: «Immagino che Fugatti, Stefani e Salvini troveranno l'intesa, sono tutti e tre della Lega e mi stupirebbe il contrario, ma con l'uscita all'Acquaviva i costi aumenteranno. Lo Stato è disposto a mettere i 5 miliardi sulla Valdastico invece che su opere che risolvono problemi ben più urgenti di traffico? Vedo che nemmeno il presidente Fugatti definisce più la Valdastico un'opera strategica». Il capogruppo provinciale di Campobase, Francesco Valduga, ricorda che vedendo che il Veneto andava in direzione dell'in house anche in Trentino ci si era chiesti se era possibile per A22: «Negli approfondimenti, c'è chi spiega che la situazione è diversa, a noi sembrava potesse essere un modello».

Riguardo alla Valdastico, Valduga, che è stato sindaco di Rovereto, aggiunge: «Se anche tecnicamente e finanziariamente possono trovare le risorse per realizzare la Valdastico, resta comunque il fatto che il territorio dovrà poter dire la sua sul nuovo sbocco all'Acquaviva, di un'autostrada a pedaggio con due corsie per senso di marcia che, ricordo, non è il progetto di Rossi come invece continua a dire Fugatti. All'Acquaviva, inoltre, oggi dal punto di vista urbanistico è tutto molto cambiato. Quindi - conclude Valduga - il tema merita ancora un approfondimento che va ben oltre le due chiacchiere tra Fugatti, Salvini e il presidente del Veneto, Alberto Stefani, al Vititaly».