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TRENTO. Possibile che un mega progetto del genere, un doppio tunnel in galleria di cui si discute sulla carta da quasi vent'anni, possa essere pronto entro il 2026?
Di fronte allo scetticismo che aleggia sulla tempistica, il progetto di fattibilità elaborato da Italferr e reso pubblico da giovedì pomeriggio sul sito del Ministero delle Infrastrutture mette sul piatto un cronoprogramma dettagliato secondo il quale la circonvallazione sarà in grado di far transitare gli almeno 260 treni merci al giorno previsti a partire già dai primi giorni del luglio 2026.
L'iter.
Il prossimo passaggio dopo la pubblicazione del progetto di fattibilità sul sito è la nomina del "coordinatore del dibattito pubblico", nuova figura e nuovo passaggio previsto dalla legge per gli interventi con procedura semplificata finanziati dal Pnrr. La nomina dovrà essere fatta entro il 29 novembre, contestualmente alla redazione di un "dossier di progetto".
Da quel momento ci saranno 45 giorni di dibattito, nei modi e nelle forme indicati dal ministero; poi altri 15 giorni per redarre la relazione conclusiva del dibattito pubblico. A quel punto si potrà organizzare la conferenza dei servizi tra gli enti interessati, che potrà introdurre correttivi e modifiche marginali, fino ad arrivare alla pubblicazione del dossier conclusivo.
Da quel momento potranno partire le procedure di gara, di esproprio e le progettazioni esecutive.
I tempi.
Il cronoprogramma allegato al progetto indica in 1.410 giorni non consecutivi la durata complessiva dei lavori. Meno di 4 anni per un'opera da quasi 1 miliardo di euro.
Nel dettaglio si conta di partire nella seconda metà del 2022 con la realizzazione della progettazione esecutiva ma contemporaneamente potranno iniziare anche parte delle "opere anticipate", cioè quelle lavorazioni come l'apprestamento delle aree di cantiere, la preparazione degli imbocchi e l'approvvigionamento delle frese che effettueranno puoi i buchi per le gallerie.
Tempo un anno e si potranno avviare, nel luglio del 2023, gli scavi veri e propri. Le opere in sotterraneo, che andranno di pari passo con l'allestimento delle trincee esterne, saranno effettuate con quattro frese in contemporanea, due che scaveranno da nord e due da sud. Si pensa siano necessari 760 giorni.
Poi altri 350 giorni, dall'estate 2025 fino a giugno 2026, per attrezzare la linea.
Il tracciato.
La variante in circonvallazione partirà a sud in località Acquaviva con deviazione dalla linea storica, a cui si ricollegherà dopo 14 chilometri, di cui 11 a doppia canna con binario singolo, a nord dell'ex scalo Filzi. Dall'Acquaviva, poco dopo il cavalcaferrovia della statale, la circonvallazione si svilupperà in corrispondenza della sede attuale per 400 metri per poi infilarsi in galleria sotto via Nazionale.
Le due gallerie sotto la montagna correranno parallele a una distanza di 40 metri l'una dall'altra per poi tornare a riavvicinarsi in prossimità dello sbocco a nord.
La profondità media a cui si scaverà è di 120 metri con una punta massima di 240 metri. I tunnel torneranno a curvare verso la valle dell'Adige e passeranno a una profondità di poco più di dieci metri all'altezza di via Malvasia, a Trento nord, dove dovranno essere sacrificati 11 edifici.
Poi sotto l'ex scalo Filzi nuova curva verso nord per risalire in trincea fino a ricollegarsi con la linea storica.Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una nuova fermata della Trento-Malè, con due binari serviti da marciapiedi e un sovrappasso, che diventerà il capolinea a "Trento Nord zona commerciale" perché sarà poi dismessa la tratta finale, fino a Trento centro.
Quadro economico.
Il costo dell'intervento è calcolato in 960,23 milioni di euro. La maggior parte, 930 milioni, arriverà dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Altri 6,9 milioni sono risorse statali già stanziate mentre la copertura del fabbisogno residuo per 24 milioni è stata richiesta nell'ambito della legge di bilancio 2022.
La maggior parte della spesa, il 71,22% pari a 683,87 milioni, è prevista per le lavorazioni, compresi 11,05 milioni di progettazione esecutiva. Ci sono poi tra gli altri 28,66 milioni di oneri per la sicurezza, 30,48 milioni di direzione lavori, 53,90 milioni per espropri e acquisizione delle aree, 11,62 milioni per il monitoraggio ambientale, 77,27 milioni per affrontare gli imprevisti.


