TRENTO. Se c'è da essere contenti per il risarcimento previsto, oppure arrabbiati per il servizio evidentemente sotto livello ce lo devono dire i fruitori. Noi ci limitiamo a registrare la situazione che migliaia di pendolari trentini conoscono e vivono giornalmente, ovvero quello del costante ritardo dei treni locali.

Le tratte considerate

Per scrivere questo non ci basiamo su lamentele sussurrate più o meno a bassa voce dagli utilizzatori della linea del Brennero o della Valsugana o da lettere che periodicamente arrivano al giornale né riportiamo i "problemi tecnici" in territorio altoatesino che ieri hanno portato a ritardi fino a 90 minuti.

Ci riferiamo all'ultimo "report" pubblicato nei giorni scorsi sul sito della Provincia, in cui vengono riportati mese per mese gli indici di affidabilità dei due tratti trentini di "strada ferrata". Il limite da non superare per la ferrovia della Valsugana è pari all'1 per cento, mentre per quella de Brennero è pari al 2,50 per cento.

Il sistema di monitoraggio calcola ogni mese l'indice di affidabilità delle corse ferroviarie di Trenitalia lungo le linee del Brennero e Valsugana (per quest'ultima linea anche le corse ferroviarie svolte da Trentino Trasporti), che tiene conto dei ritardi e delle soppressioni dei treni.

Se tali indici vengono sforati (ovvero se vanno sopra quei limiti), gli utenti possono ottenere ogni mese un rimborso di 10 euro, sotto forma di sconto sull'acquisto dell'abbonamento successivo settimanale e mensile, o come accredito su conto corrente nel caso di rinnovo di abbonamenti annuali/semestrali.

Le performance

Ebbene, andando a considerare la ferrovia del Brennero, le tabelle pubblicate sul sito della Provincia dicono che il limite è stato superato in tutti i 12 mesi. Rispetto alla percentuale massima del 2,5 per cento di ritardo si viaggia dal 2,95% di gennaio al 6,43 per cento di novembre. Anzi, il livello viene superato da 20 mesi consecutivi considerando che l'ultimo mese con ritardi e soppressioni "nella norma" è stato aprile 2024. Va un po' meglio sulla linea della Valsugana dove, nonostante (o forse grazie) al servizio sostitutivo con i pullman il limite è stato sforato in sei mesi del 2025, vale a dire gennaio, febbraio, luglio, agosto, settembre e dicembre.

I rimborsi

È la stessa Provincia che chiarisce nelle tabelle che per i mesi in cui il servizio non è stato sufficientemente puntuale i pendolari con abbonamento possono chiedere un indennizzo.

Per richiedere il bonus è però necessario aver effettuato almeno 10 validazioni per il mese di riferimento e poi presentare la richiesta entro la fine del mese successivo a quello di pubblicazione dell'indice di superamento delle soglie di affidabilità.

I pendolari

Questo significa che un pendolare da Rovereto a Trento, che è una delle tratte più utilizzate per evidenti motivi, paga un abbonamento mensile da 44,80 euro. Se è attento e puntuale nel controllare l'indice di affidabilità dei treni, per l'anno 2025 può ottenere un rimborso pari a 120 euro.Quello che emerge dalle tabelle è che il grado di puntualità dei treni è in calo costante a partire dal 2021 (primo anno preso in considerazione). Servirebbe forse un intervento di ricalibrazione del servizio, anche in considerazione del disagio provocato ai pendolari (lavoratori e studenti) che- come dimostrano le foto - sono anche costretti a subire il disagio delle attese in stazione in condizioni di affollamento pesante.