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TRENTO. Si sono svolti questo pomeriggio, lunedì 26 gennaio, al cimitero monumentale del capoluogo, i funerali di Franco Sicheri. A salutarlo e ad abbracciare la moglie Anna, la figlia Chiara ed i parenti, una folla di ex colleghi, di amici, di edicolanti della Trento di qualche anno fa ed i colleghi dell’allora storico quotidiano Alto Adige, divenuto poi Trentino. Di quei giornali, di quelle testate, Franco era stato “l’ispettore alle vendite”, come si diceva, con il compito di girare quotidianamente le allora tantissime rivendite, edicole, tabaccherie, che distribuivano “il foglio”. Fra Trento e Bolzano ed in tutte le vallate.
Ed oggi a salutarlo, al rito celebrato da don Franco Torresani, il “prete volante”; infatti c’erano i colleghi della distribuzione, dell’amministrazione, della tipografia, delle redazioni e della pubblicità. Edificio storico del giornale che era a Bolzano in Lungotalvera San Quirino, prima del trasloco in via Volta, zona industriale della città.
E gli amici della redazione di Trento, quella storica di piazza Lodron; al primo piano ad angolo con piazza Pasi, i locali della redazione, appunto; a pianterreno, su piazza Pasi, l’ufficio della Publi Kompass, per tutti PK, divenuta poi Manzoni; dal lato opposto, c’era Silvio Chini, con la moglie Carla, erano loro i distributori sulla città dell’Alto Adige, divenuto poi Trentino, della Gazzetta dello Sport e via discorrendo. E li Franco Sicheri era il punto di riferimento per tutte le rivendite, che venivano rifornite più volte al giorno, perché i giornali andavano esauriti! Lui sapeva sempre cosa accadeva e soprattutto dove e lo riferiva in redazione e poi allertava il rivenditore di zona, dopo aver ringraziato il corrispondente che aveva fornito la dritta. Bei tempi, in cui lavorare era più faticoso ma molto molto gratificante, quando le redazioni erano a modo loro una grande famiglia.
Ed oggi a salutare Franco Sicheri, oltre alla bandiera dell’Associazione dei Carabinieri in congedo, anche gli affiliati dell’associazione Almac per la lotta alle malattie cardiovascolari, della quale era stato dal 2009 al 2020 segretario organizzativo. A parlare di lui, il giornalista Andrea Selva, l’amico dal cuore rossonero ed il celebrante, don Franco Torresani, che è pure il cappellano dell’ospedale Santa Chiara, che ha ricordato come quest’ultimo anno, per Franco, sia stato molto difficile ma vissuto sempre con pazienza ed il sorriso. Quello che a Franco non mancava mai, negli anni d’oro e pure in quelli difficili del suo impegno quotidiano con la carta stampata.


