TRENTO. Rimane agli arresti domiciliari in Abruzzo, suo regione d'origine, l'ortopedico 62enne raggiunto nei giorni scorsi da una misura cautelare per violenza sessuale aggravata: è accusato di aver effettuato "toccamenti" impropri ad una turista ventenne che si era infortunata sugli sci.

Il medico, secondo quanto denunciato dalla vittima, sarebbe andato ben oltre all'accertamento clinico; tra l'altro, il professionista ha precedenti specifici, ossia due condanne per violenza passate in giudicato. Davanti al giudice Gianmarco Giua l'indagato - presente assieme al suo avvocato - ha parlato per oltre un'ora, spiegando dal punto di vista tecnico che le manovre da lui effettuate per accertare la frattura al bacino sarebbero state compiute in maniera esemplare.

Si è poi riservato di depositare la consulenza di un luminare dell'ortopedia, a prova della correttezza del suo operato, e in quella sede di avanzare richiesta di revoca dei domiciliari o, comunque, di un'attenuazione della misura. Per il momento, l'ortopedico rimane confinato nella sua abitazione.

Le sue parole, in merito alle giuste manovre compiute nel corso della visita, si scontrano con la denuncia della turista, una ventenne originaria della Polonia. La giovane, arrivata in Trentino con il fidanzato e habitué delle piste del Trentino occidentale, era rimasta vittima di una caduta e, dolorante e con una sospetta frattura al bacino, era stata sottoposta ad accertamenti in una clinica privata che si trova a due passi dal comprensorio sciistico. I fatti risalgono ad un paio di settimane fa.

La ragazza ha raccontato ai carabinieri che l'ortopedico, nel corso della visita, l'aveva toccata nelle parti intime. In sede di denuncia ha inoltre specificato che si trattava di "toccamenti" non fortuiti, bensì intenzionali: una vera e propria violenza consumata sul lettino dell'ambulatorio.

L'ortopedico, allontanato dal posto di lavoro, attraverso una lettera si era giustificato sostenendo che ci potessero essere state delle incomprensioni a causa della barriera linguistica. «Parlo male l'inglese - ha ribadito davanti al giudice - La paziente era agitata».

Il sessantenne è da tempo che non lavora più nella sanità pubblica. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli potrebbe chiedere di sentire la turista con la formula dell'incidente probatorio, per cristallizzare la testimonianza. In tal caso la vittima, che vive in Polonia, dovrà tornare in Italia.