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TRENTO. Migliorano le liste d’attesa nella Provincia autonoma di Trento, sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe, che fotografa l’andamento delle prenotazioni sanitarie nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. In Trentino la quota di prestazioni prenotate entro i tempi previsti aumenta di 3,8 punti percentuali per le prime visite e di 6,7 punti percentuali per gli esami diagnostici. Nonostante i miglioramenti, resta il problema della rinuncia alle cure.
Secondo i dati Gimbe, nel 2025 il 5,4% della popolazione della Provincia di Trento ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria pur avendone bisogno. Una percentuale inferiore alla media nazionale del 9,6%, ma che evidenzia la persistenza di difficoltà nell’accesso ai servizi. In Trentino, inoltre, nel 2026 il 43,3% delle prime visite è stato assegnato alla classe di priorità P, che prevede l’erogazione della prestazione entro 120 giorni, contro una media italiana del 34,9%.
Diversa la situazione nella Provincia autonoma di Bolzano, dove le prenotazioni entro i tempi migliorano di 1,6 punti percentuali per le prime visite, ma peggiorano di 5,7 punti percentuali per gli esami diagnostici. In Alto Adige la quota di prime visite assegnate alla classe P è pari al 28%, mentre nel 2025 il 5,3% della popolazione ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria necessaria.
Il quadro delineato dalla Fondazione Gimbe mette dunque in evidenza differenze significative tra Trento e Bolzano, sia nell’andamento delle liste d’attesa sia nell’attribuzione delle priorità. L’analisi considera anche la rinuncia alle prestazioni sanitarie, un indicatore che in entrambe le province autonome supera il 5% della popolazione, nonostante valori inferiori alla media italiana.


