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AVIO. Da oltre un anno le acquasantiere nelle chiese sono state svuotate per eliminare il pericolo di trasmissione del Covid-19. Ora, però, grazie alla società cooperativa Ampex di Mauro Debiasi quel rito di saluto a Dio appena varcata la soglia del tempio religioso potrà tornare ad essere una consuetudine.
Quando scoppiò la pandemia, tra le varie misure adottate per contrastare il contagio, si vietò pure l'aspersione prima della messa: troppe mani nel contenitore del liquido benedetto, meglio toglierlo. Con l'aggravarsi della situazione, poi, le chiese furono proprio chiuse per riaprire ai fedeli solo quest'anno ma con numeri contingentati nei banchi e, ovviamente, senza acquasanta. Di qui l'idea venuta a Debiasi che nella vita si occupa di impianti elettrici industriali.
«É stato durante un momento di riflessione sul Covid. Ho pensato che si poteva fare qualcosa e, grazie all'invenzione di un nostro ingegnere, abbiamo realizzato quest'acquasantiera anti-Covid». Che, per capirci, ha ricevuto il benestare dell'Azienda sanitaria e perfino l'avallo di uno studio legale che la riporta senza dubbio alcuno dentro le norme di rispetto fissate dal governo.
Il dispositivo d'aspersione, tra l'altro, non è un oggetto comune ma un'opera d'arte costruita a mano dei fabbri artigiani Giuliano e Daniele Cordioli. Come detto garantisce la massima protezione dal virus in totale rispetto dei vari decreti ministeriali. La distribuzione delle gocce d'acquasanta, d'altro canto, avviene in modo automatico e senza alcun contatto diretto con gli elementi della struttura. E poi può essere posizionata ovunque visto che non necessita di alimentazione dalla rete elettrica ma funziona attraverso una fotocellula ed una scheda che l'aziona o la spegne per evitare consumi eccessivi.
Oltre alla fonte benedetta (ben custodita dentro un contenitore in acciaio Inox), fornisce anche il gel igienizzante per le mani. Il meccanismo varato dalla Ampex - regalato alla chiesa di Avio e, grazie ad una donazione della Cassa rurale Vallagarina, alla chiesa dei Frati Cappuccini di Ala - consente al parroco di salvaguardare, tutelare e rispettare la salute dei fedeli garantendo loro di ricevere l'acquasanta nella massima sicurezza, nei confronti dei vari virus presenti e futuri da cui questo secolo sembra caratterizzato, con la più attuale tecnologia messa al servizio della Chiesa. La sicurezza del dispositivo di aspersione nei confronti del coronavirus, come detto, è stata attestata dall'Apss con tanto di certificazione firmata dal direttore del dipartimento di prevenzione Antonio Ferro.
«Siamo molto soddisfatti, soprattutto dal ritorno che abbiamo da parte di chi frequenta la chiesa. - spiega Mauro Debiasi - E poi queste acquasantiere a prova di virus sono delle vere e proprie opere d'arte, realizzate a mano. Don Luigi è rimasto entusiasta e anche don Alessio. É piaciuta moltissimo anche alla Cassa rurale che è sempre vicina al territorio e che ne ha commissionata una da donare alla chiesa di San Giovanni». L'acqua benedetta dura circa quattro mesi mentre il consumo di disinfettante è di mezzo litro ogni trenta giorni. «É stato don Luigi a chiedere di aggiungere, oltre al dispensatore di acqua, anche quello di gel».I due dispositivi di aspersione, dunque, piacciono. A tal punto che si vorrebbe dotare tutte le chiese del Trentino di queste acquasantiere artistiche.
«Il progetto è proprio quello. Vogliamo partire con una raccolta di donazioni per regalarle ai nostri parroci. Queste prime due sono di beneficenza e, in verità, potevamo anche fare una cosa semplice per ridurre i costi ma abbiamo preferito un'opera d'arte anche a futura memoria di quando, a Covid finito, ci si dovrà ricordare che c'era il coronavirus. E il disinfettante si potrà usare sempre per evitare altri contagi. La raccolta fondi, comunque, sarà tra le ditte perché sappiamo che la nostra Chiesa non è il Vaticano e i soldi sono quelli che sono».
Dopo l'acquasantiera anti-Covid, però, la Ampex ha in mente altri accorgimenti per i templi religiosi. «La prossima iniziativa è il dispencer di particole. L'abbiamo già progettato e spedito alla Cei a Roma per verificare l'aspetto liturgico. É una soluzione semplice per dispensare particole senza toccarle, assicurando la massima igiene».Il diabolico virus, insomma, non fa paura e, grazie alle invenzioni dell'essere umano, può essere contenuto anche nella quotidianità, come può essere una messa domenicale


