TRENTO. «Non lo so. Non so perché l'abbia fatto». Dall'ospedale Santa Chiara, dove dopo l'intervento ha potuto ricevere la visita dei familiari, Luciana Rigotti ha ripercorso i terribili attimi della mattinata di ieri. «Ricorda tutto, perfettamente», ha spiegato una delle sorelle, Viola: «È ancora provata, ma l'operazione è andata bene e si riprenderà. Di certo credo non dimenticherà mai quello che ha vissuto, purtroppo».

Luciana - ex dipendente della Provincia in pensione e già vicesindaco e assessora alle politiche sociali a Vezzano una quindicina d'anni fa - ha da sempre sostenuto con convinzione i progetti di accoglienza portati avanti dalla Caritas. E si era messa a disposizione quando per Adama Nanko era stata trovata la soluzione della canonica di Ranzo, assistendo il quarantenne nell'inserimento nella comunità.

«Luciana si era accordata ancora domenica per portarlo a Trento per una visita. In ospedale, mi ha raccontato che stamattina (ieri, ndr) lui l'aveva chiamata alle 5. Aveva detto di stare poco bene. Luciana ha risposto che dopo essersi alzata sarebbe salita in canonica per aiutarlo. Lei vive in una casa in mezzo al paese, poco sotto alla canonica. Poco dopo, non saranno state neanche le 6, lui si è presentato sotto casa sua. A quel punto lei ha deciso di portarlo subito a Trento, per non peggiorare la situazione. Era già da qualche giorno che lui stava poco bene».Tutto questo, Luciana l'ha raccontato alla sorella solo nel pomeriggio. 
 

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