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ROMA. Scegliere lettere e numeri della targa della propria automobile diventerà possibile anche in Italia. La novità è prevista dalla riforma del Codice della Strada, ma per poter richiedere una targa personalizzata bisognerà ancora attendere. L’entrata in vigore della normativa è prevista per il 1° gennaio 2028, anche se saranno necessari ulteriori provvedimenti attuativi.
Il costo per le automobili sarà di 600 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore. Di questi, 500 euro saranno destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione, mentre i restanti 100 euro andranno al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A questa cifra dovranno essere aggiunte le normali spese di immatricolazione. Per i motocicli è prevista una tariffa inferiore.
La personalizzazione non consentirà però di modificare l’aspetto della targa. Dimensioni, caratteri, colori e bande blu laterali rimarranno identici a quelli attuali. Anche la disposizione sarà obbligatoriamente quella tradizionale, con due lettere, tre numeri centrali e altre due lettere, secondo lo schema AA 000 AA.
Non tutte le combinazioni saranno disponibili. Saranno escluse quelle già assegnate e resterà vietato utilizzare le lettere I, O, Q e U, per evitare possibili confusioni nella lettura. Saranno invece ammesse le altre 22 lettere dell’alfabeto, comprese J, K, W, X e Y. Non potranno comparire lettere accentate, caratteri speciali o simboli.
Un’altra particolarità riguarda il rapporto tra proprietario e veicolo. La targa personalizzata resterà associata all’automobile, non alla persona che l’ha richiesta. In caso di vendita passerà quindi al nuovo proprietario, mentre in caso di furto o smarrimento sarà possibile ottenere un duplicato con la stessa combinazione.
Prima dell’avvio del servizio dovrà comunque concludersi l’iter normativo, con i pareri degli organismi competenti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Successivamente la Motorizzazione Civile dovrà aggiornare i sistemi informatici e predisporre il portale per le richieste. Per questo motivo, nonostante la data prevista del 2028, l’effettiva disponibilità del servizio potrebbe richiedere più tempo.


