TRENTO. Aumenti salariali, nuove tutele e passaggi automatici di livello per circa 900 lavoratrici e lavoratori trentini del settore legno-arredo. Fillea Cgil, insieme a FenealUil e Filca-Cisl, ha siglato con Federlegno l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale “Legno arredo industria”.

Sul fronte economico sono previsti due aumenti certi sui minimi salariali: 95 euro da settembre 2026 e altri 39 euro da gennaio 2027, calcolati sul parametro 134 dell’area specializzata AS1. Complessivamente si tratta di 134 euro, pari a circa l’8,2% della paga base minima. A questi incrementi si aggiungeranno gli adeguamenti legati all’Ipca, previsti a gennaio 2027 e gennaio 2028 e attualmente stimati rispettivamente attorno al 2,4% e al 2,6%.

Secondo le stime sindacali, considerando anche il recupero dell’inflazione, l’intervento salariale complessivo potrebbe superare i 250 euro per il livello AS1. Aumentano inoltre le indennità per lavoro straordinario, notturno e festivo, vengono rafforzati gli scatti di anzianità ed è prevista un’una tantum per i mesi di carenza contrattuale.

«Oltre agli aumenti salariali e alle importanti migliorie sul piano delle tutele, va sottolineato il passaggio automatico dal livello AE1 al livello AE2», spiega Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario generale della Fillea Cgil del Trentino. Il meccanismo produrrà i primi effetti da giugno 2027 e successivamente da gennaio 2028, coinvolgendo progressivamente tutti i lavoratori interessati.

Per Mastrogiuseppe si tratta di un risultato significativo perché introduce «un principio concreto di crescita professionale», riconoscendo il diritto al passaggio di livello dopo una permanenza prolungata nella fascia di ingresso. L’accordo interviene anche sul fronte della sicurezza sul lavoro, aumentando da uno a due i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle aziende con più di 120 dipendenti e recependo le tutele previste dal protocollo calore.

Tra le altre novità figurano nuove procedure sui mancati infortuni e maggiori tutele per congedi, permessi e malattie gravi, oltre a interventi su appalti e legalità lungo la filiera. Inserito anche un protocollo contro le violenze di genere, mentre sul welfare vengono rafforzati il Fondo Arco per la previdenza complementare e il Fondo Altea per la sanità integrativa.

L’intesa non è ancora definitiva. La parola passa ora ai circa 900 addetti trentini del comparto, che saranno chiamati nelle assemblee a esprimersi sui contenuti dell’ipotesi di rinnovo sottoscritta dalle organizzazioni sindacali.