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TRENTO. La nuova legge elettorale è stata approvata definitivamente dalla Camera, ma per il Trentino-Alto Adige il sistema di voto continuerà a seguire regole diverse rispetto al resto d’Italia. È questo il principale elemento che interessa da vicino gli elettori della nostra regione dopo il via libera arrivato oggi, 8 ottobre, a Montecitorio.
Il voto finale, espresso a scrutinio segreto, ha visto 227 deputati favorevoli e 164 contrari. Il provvedimento, già modificato dal Senato, ha così completato il proprio iter parlamentare e passa ora al Quirinale per la promulgazione.
La riforma cambia profondamente il sistema elettorale nazionale. Viene superato il meccanismo del Rosatellum e, fuori dalle circoscrizioni che hanno una disciplina speciale, i seggi vengono assegnati con un sistema a prevalenza proporzionale. È previsto inoltre un premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che risulti prima e raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Un’altra novità riguarda la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze, mentre il capolista rimane bloccato. In caso di più preferenze entra in gioco anche l’alternanza di genere. Restano inoltre le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni, con le specifiche deroghe previste per le minoranze linguistiche.
Il Trentino resta fuori dalla rivoluzione dei collegi
Per il Trentino-Alto Adige, però, il quadro è differente. La nuova legge conferma infatti la disciplina speciale prevista per la regione: alla Camera restano i collegi uninominali del Trentino-Alto Adige e i restanti seggi vengono assegnati con metodo proporzionale, mentre al Senato la regione continua a essere suddivisa in sei collegi uninominali, tre per il Trentino e tre per l’Alto Adige.
Una scelta legata alla particolare disciplina elettorale della regione e alla tutela delle minoranze linguistiche. I voti espressi in Trentino-Alto Adige, come quelli della Valle d’Aosta, restano inoltre separati dal meccanismo di distribuzione nazionale dei seggi e dal premio di governabilità.
Per gli elettori trentini, quindi, la principale novità introdotta dalla riforma nazionale non comporterà l’abolizione dei collegi uninominali. Il meccanismo territoriale che caratterizza la regione viene mantenuto.
Cambiano invece i collegi altoatesini
La modifica territoriale prevista dalla legge riguarda i tre collegi uninominali della provincia di Bolzano: Bolzano, Merano e Bressanone. Il provvedimento non cambia né il numero né la denominazione dei collegi, ma ne ridisegna i confini, aggiornando l’elenco dei Comuni compresi in ciascuna circoscrizione.
È un passaggio che ha avuto un peso anche nel dibattito politico delle ultime settimane. La Svp, inizialmente orientata all’astensione, ha annunciato il voto favorevole alla riforma dopo le modifiche introdotte nel corso dell’iter parlamentare, indicando tra gli elementi considerati positivi proprio il mantenimento dei collegi uninominali e le garanzie per la rappresentanza delle minoranze linguistiche.
Per il Trentino, dunque, il risultato della riforma è particolare: mentre nel resto del Paese il sistema elettorale cambia impostazione, la specificità regionale viene confermata. Saranno invece i nuovi confini dei collegi altoatesini a modificare concretamente la geografia elettorale della regione.


