TRENTO. Diverse segnalazioni sono arrivate alle forze dell'ordine negli ultimi giorni: a casa di persone anziane telefonano sconosciuti che si presentano come infermieri o medici del pronto soccorso, e che raccontano che il figlio è in ospedale in gravi condizioni dopo un incidente.

Una telefonata di questo tenore ha comprensibilmente mandato nel panico un pensionato che vive in città e che non ci ha pensato due volte a correre al Santa Chiara: la persona che lo ha contattato, asserendo di essere un sanitario del pronto soccorso, aveva dato prova di sapere come si chiama la figlia. L’uomo si è precipitato in ospedale, ma nella lista dei pazienti la figlia non c’era. Chiedendo spiegazioni al personale del Santa Chiara, è emerso che nessuno lo aveva contattato dall’ospedale.

È stato a quel punto che il pensionato ha provato a contattare la figlia al telefono (prima non l'aveva fatto perché la pensava gravissima, forse anche incosciente) e ha avuto da lei la conferma che era tutta una bugia. L'ipotesi è che la telefonata avesse l'obiettivo di far uscire l'uomo di casa. Sapendo che c'è un'emergenza in ospedale, chiunque lascia in fretta l'abitazione e corre al pronto soccorso: in questo modo i malintenzionati hanno la certezza che la casa è vuota e che lo rimarrà per un bel po' di tempo.

L’anziano vittima della spiacevole telefonata non ha avuto brutte sorprese nel rincasare, ma la raccomandazione è di fare sempre molta attenzione quando si ricevono chiamate da parte di sconosciuti. Che si tratti di persone che si presentano come forze dell'ordine, come avvocati o come sanitari, è bene chiedere sempre nome e cognome dell'interlocutore in modo da poter fare subito una verifica presso gli enti.