PHOTO
TRENTO. Di fronte ai casi mediatici di orsi in paese, in Val di Sole, la giunta provinciale risponde con le «ronde». Una risposta immediata, ma che è stata accolta anche da scetticismo, soprattutto per il fatto che gli agenti forestali vigileranno «in orario di ufficio», cioè fino al calar del buio. Che è proprio quando gli orsi sembrano uscire dal bosco e avvicinarsi alle case (dove trovano bidoni dei rifiuti molto appetibili).
Prima di tutto la cattura e il radiocollare
«Tentiamo la cattura per riuscire a mettere il radiocollare». È chiara l'azione del Servizio faunistico della Provincia - che va a confermare le parole dell'assessore provinciale Roberto Failoni - in risposta all'ultimo avvistamento risalente alla notte tra sabato e domenica a Malè quando un plantigrado è stato ripreso da un automobilista lungo le vie nel cuore del centro abitato. Esemplare che, come quello che è stato visto dagli scrutinatori nella notte delle Europee a Bozzana - rimane ancora senza nome, non ancora identificato.
Trappola tubo
Come di prassi nel caso di segnalazioni, anche in quest'occasione il corpo forestale si è attivato per recuperare campioni biologici dell'animale che però, come dichiarato dal dirigente del Servizio faunistico Alessandro Brugnoli, «non sono stati trovati sul posto». In entrambi i casi, a distanza di pochi giorni, nei due abitati solandri gli orsi - o l'orso, dato che non si esclude possa trattarsi dello stesso - si sono dileguati nei boschi nei dintorni in poco tempo.
Nessuna traccia quindi né a Bozzana il 10 giugno né a Malé. «Per questo tenteremo la cattura posizionando una trappola tubo in val di Sole, per riuscire ad applicare il radiocollare e quindi portare avanti il monitoraggio. E soprattutto per risalire all'identità e al profilo genetico: non sappiamo di quali esemplari si tratti».
Una trappola sicuramente verrà collocata, già in questi giorni, nella zona della val di Sole, mentre un'altra rimarrà in valle del Seghe, dopra Molveno, dove a fine aprile un escursionista era stato inseguito. Per ora infatti, come previsto dal piano Pacobace, non sono previste azioni più drastiche, non essendoci una effettiva pericolosità comprovata degli animali in questione.
Le «ronde» dei forestali
A completare il quadro una nota ufficiale della Provincia: «Fino alle ore 22, ogni giorno, le squadre di monitoraggio grandi carnivori della Provincia sono in azione per presidiare le zone dove più numerosi ed eclatanti sono stati gli avvistamenti di orsi, a partire da quello di Malé».
Proprio il Servizio faunistico ricorda che «è sempre tempestivo il controllo che viene fatto su singole segnalazioni, attraverso l'attivazione del personale più vicino alla zona dove il fatto viene rilevato».
Sull'episodio di Malé, come anticipato, «proseguono gli accertamenti alla ricerca di tracce utili a poter risalire all'identità dell'animale, con l'obiettivo di attuare la procedura di cattura al fine di applicare il radiocollare». Inoltre «la velocità con cui si è verificato l'episodio non ha consentito di mettere in atto azioni di dissuasione, che peraltro i forestali sono pronti ad attuare nell'ipotesi - peraltro non così facile - che l'esemplare fosse di nuovo avvistato».
Il precedente: le inesistenti ronde contro i lupi
Il precedente delle «ronde», a dire il vero, non è incoraggiante. L’istituzione delle ronde anti-lupo era stata decisa dal Comitato per l’Ordine Pubblico, presieduto dal Prefetto, nel 2019, dopo l’avvistamento di un lupo in fondovalle a Mama d’Avio, il paese d’origine del presidente Fugatti. Il governatore, con l’allora assessore Zanotelli, era corso sul posto invocando il controllo da parte delle forze di polizia giorno e notte. Peccato che, trascorsi inutilmente due mesi e sopìto il clamore mediatico, l’idea era stata accantonata e mai realizzata. Come aveva dovuto ammettere Zanotelli su interrogazione di Michele Dallapiccola, non c’erano pattuglie disponibili per controllare da Canazei, ad Ala a Rumo per il lupo. "Più precisamente - aggiungeva l'assessora - è stato specificato che in questi comuni, durante il servizio ordinario, venga posta maggiore attenzione ad eventuali avvistamenti e/o segnalazioni di presenza dei grandi carnivori nelle immediate vicinanze di case e abitati". Quindi, allora: niente ronda specifica in ore notturne, ma «già che ci siete date un occhio».
Orsi attratti dai cassonetti dell’umido
Sempre gli esperti della Provincia «ricordano come sia fondamentale proseguire con l'intervento di sostituzione da parte dei Comuni dei cassonetti per i rifiuti, rendendo pertanto inaccessibili quelli dell'umido. Se ne parla da dieci anni, e nei mesi scorsi (il 12 aprile 2024) è arrivato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per acquistare i cassonetti «blindati» di metallo. Che però non sono ancora installati dappertutto. Arriveranno circa 180 cassonetti da 120 o 240 litri e 19 isole seminterrate a prova di orso, dedicati alla raccolta del rifiuto organico.
«Vogliamo lo spray anti-orso»
Nel frattempo l'assessorato alle foreste e grandi carnivori ha nuovamente inviato a Roma la richiesta di poter mettere a disposizione lo spray anti-orso, «a favore di chi opera per ragioni professionali nei boschi ed in montagna, con l'obiettivo di assicurare prioritariamente la sicurezza di cittadini ed ospiti». Cosa che anche Failoni ha commentato: «Dobbiamo seguire le regole europee ma chiediamo con fermezza anche per chi va nei boschi per un momento di relax l'utilizzo di questo spray che potrebbe aiutarci in maniera decisiva e forse riuscire a dare una maggiore tranquillità ai trentini».


