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TRENTO. 'Duecentoquarantamila euro oltre agli interessi e alle rivalutazioni. Un po' meno di quanto chiesto dall'ex primario del Santa Chiara Saverio Tateo, ma circa 80mila euro in più della somma messa sul piatto dall'Azienda sanitaria per risarcire il medico per l'illegittimo licenziamento. Il giudice del lavoro Giorgio Flaim ha riconosciuto le 24 mensilità e l'indennità di direzione del dipartimento, con compensazione integrale delle spese.
«Sono soddisfatto» ha detto l'ex primario quando il suo legale gli ha riferito al telefono l'esito dell'udienza. Dunque ieri si è chiuso, almeno per il primo grado di giudizio, il procedimento per quantificare il danno cagionato al dottor Tateo dalla decisione unilaterale dell'ex Apss, ora Asuit, di porre fine al rapporto lavorativo.
Il licenziamento, valutato "illegittimo", venne comunicato al primario a decorrere dal 19 ottobre 2021. Il 3 marzo di quell'anno la ginecologa Sara Pedri scomparve e nei mesi successivi partirono gli accertamenti degli inquirenti sule dinamiche interne al reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Santa Chiara di Trento.


