TRENTO. L'Azienda sanitaria fino ad ora ha «acquistato» 2.139 prestazioni e visite dai medici che effettuano libera professione per «offrirle» come prestazioni istituzionali ai pazienti. Si tratta di quelle prestazioni con un'attesa che, per i Rao più urgenti, superavano di parecchio i tempi.

Prestazioni che ad oggi, nonostante qualche segnale di miglioramento, sono ancora molte nonostante l'aumento di prestazioni richieste al privato accreditato. Il dato è contenuto in una risposta ad una interrogazioni che era stata presentata dal consigliere Paolo Zanella (Pd) e riguardante l'utilizzo della libera professione intramoenia con compartecipazione agli oneri a carico dei cittadini. «La misura prevista dalle nuove linee di indirizzo, adottate con deliberazione dell'8 novembre 2024, n. 1783, relativa al ricorso alle prestazioni svolte in intramoenia è applicata dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari e con riferimento al 2025, al mese di novembre, con questa modalità, sono state prenotate 2139 prestazioni per le quali è stato utilizzato il fondo di 700.000 euro introdotto con legge di assestamento di bilancio 2024», si legge nella risposta. Si presume quindi che non tutti i soldi siano stati spesi visto che dividendo banalmente 700 mila euro per le 2.139 prestazioni acquistate dall'Apss, ai medici risulterebbero erogate 327 euro.

Stando ai numeri, dunque, più probabile che il budget a disposizione sia stato solo parzialmente utilizzato.I soldi erano stati stanziati, su proposta delle minoranze, in particolare prima firma era il consigliere Pd Francesco Valduga, per far fronte al problema delle liste d'attesa. Con legge di assestamento di bilancio 2024, era stato previsto uno stanziamento di 200.000 euro per il 2024 (non spesi) e 500.000 euro per il 2025. Il tutto per circa 100 prestazioni e soprattutto per dare risposte alle ricette con Rao urgente che non riuscivano a trovare risposta nei tempi previsti. Fino al 31 dicembre 2024 era già prevista una forma di compartecipazione agli oneri a carico dei cittadini per la libera professione intramoenia per una serie di prestazioni con lunghe liste di attesa.

In quel caso i cittadini dovevano fare richiesta di rimborso. Questa compartecipazione era stata sospesa per lasciar spazio alla nuova misura che non prevede più un massimo di 40 euro ma tutto ciò che eccede il ticket, se non esenti. In pratica il paziente non si accorge di nulla, ottiene la prenotazione in regime istituzionale, semplicemente il medico anziché ricevere i soldi dal paziente stesso per una visita nelle ore in cui lui avrebbe dovuto lavorare in privato, li riceve dall'Apss. A marzo, quando Zanella aveva presentato l'interrogazione, la possibilità di compartecipazione ai costi della libera professione non era stata ancora attivata e il consigliere chiedeva spiegazioni e soprattutto sollecitava che venisse introdotta al più presto. Ora la cosa sembra essersi sbloccata anche se nella risposta non vengono indicate né il tipo di prestazioni "acquistate" né la spesa fino ad ora sostenuta. Per il consigliere Paolo Zanella rimane poi il problema della liste bloccato.

Nei mesi scorsi l'assessore provinciale Mario Tonina aveva espresso la volontà di far aprire tutte le liste in modo che, anche se una prestazione può essere prenotata a parecchi mesi di distanza, la persona interessata possa, al termine della telefonata al Cup o attraverso l'App Trec+. ottenere l'appuntamento. Per alcune specialità questo è possibile, per altre, invece ancora no e quindi di pazienti si vedono costretti a chiamare di mese in mese per riuscire a fissare un appuntamento. Cosa non facile, in quanto spesso, dopo lunghe attese al telefono per parlare con l'operatore, si sentono rispondere che ancora gli appuntamenti non ci sono o che sono già esauriti.Nel corso degli anni sia il numero di prestazioni in regime istituzionale che quelle richieste in libera professione è aumentato e proprio nel 2024 si è toccato il record con 1.311.596 prestazioni in regime istituzionale e 128.917 in intramoenia (il 9,8% del totale).