TRENTO. I "fratelli migranti sono la nostra salvezza, la nostra benedizione. Guai se non ci fossero". Lo ha ricordato nella cattedrale del capoluogo l'arcivescovo di Trento Lauro Tisi in occasione della 34/a veglia di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri dal titolo "Gente di primavera".

L'Arcivescovo ha denunciato con parole nette la condizione di molti migranti trattenuti nei centri di permanenza per il rimpatrio: "Pensiamo ai Cpr - ha affermato - che tragedia! Questi fratelli ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza".

"Cari fratelli migranti, perdonateci", ha poi aggiunto. Monsignor Tisi ha ricordato gli incontri della visita pastorale con comunità provenienti da Ucraina, Sudan, Marocco e con i lavoratori del Biafra ospitati nella canonica di Castelnuovo.

L'arcivescovo ha citato il beato Alfredo Dall'Oglio, giovane originario di Borgo Valsugana e morto a 23 anni nel lager nazista dove era stato deportato: "La vita non è sempre bella, ma occorre vederla bella comunque", ha sottolineato nella propria omelia, monsignor Tisi ha invitato la comunità a non svuotare di significato parole come martire e testimone: "Il martire racconta la meraviglia di uomini e donne che dicono: Cristo per me vale più della mia vita", ha detto.

"Abbiamo distrutto la perla preziosa del Vangelo e con mille parole andiamo a uccidere la bellezza di quel Vangelo. I discepoli di Gesù combattono la guerra con la tenerezza", ha aggiunto.