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Ma qual è il vero stemma della Provincia autonoma di Trento? La domanda da tempo sul tappeto, vista la non perfetta eguaglianza del simbolo della città capoluogo con quello dell’ente provinciale, è stata girata in questi giorni dalla giunta provinciale al barone Giovanni Battisti a Prato affidandogli una consulenza per conoscere l’esatta immagine dello stemma provinciale.
Lo stemma attuale che deriva dall’aquila di san Venceslao, patrono di Praga, fu stilizzato nell’attuale aquila nel 1925, allorquando Emanuele III con apposito decreto dell’11 giugno del 1925 autorizzò l’uso dello stemma alla Provincia autonoma.
Si tratta comunque di un atto storico e non formale in quanto tale decisione non è stata più «rivisitata» dopo l’emanazione della norma statutaria.
Manca quindi l’attuazione della disposizione statutaria, con grave danno all’immagine della Provincia autonoma che ancora si fregia di un anacronistico simbolo, non rispondente all’assetto costituzionale e alle funzioni e competenze dell’autonomia speciale. «Da qui l’idea di individuare correttamente il simbolo e quindi di avviare la procedura per ottenere stemma e gonfalone».
La necessità di condurre un’analisi storico - araldica ha indotto la giunta provinciale ad affidare una consulenza di tre milioni al barone Del Prato, noto storico e araldico italiano.


