PHOTO
TRENTO. Per trovare un nuovo ordine mondiale, che si traduca anche in crescita economica e pace, serve un'Europa forte e autonoma. È chiaro il messaggio lasciato ieri al Festival dell'economia dal commissario europeo agli affari economici e monetari Paolo Gentiloni.
«Se sapremo tenere assieme moneta, commercio, politica estera e capacità di difesa saremo quella potenza tranquilla di cui il mondo ha bisogno, altrimenti saremo spettatori imparziali tra le due potenze mondiali, Usa e Cina», ha detto Gentiloni.
Tra i protagonisti di ieri anche il ministro Brunetta che, spargendo ottimismo, ha sostenuto che «c'è una crisi psicologica a causa della guerra, ma le crisi economica non c'è e quest'anno avremo un Pil in crescita del 3%».
A Trento ha parlato anche Romano Prodi. L’ex premier ha auspicato che i paesi più grandi dell’Ue, come Italia, Francia, Spagna e Germania – come fatto per l’euro oltre vent’anni fa – cerchino un’integrazione cooperativa rafforzata, che sbocchi in un ministero degli esteri comune.
«Anche altri seguirebbero a breve l’esempio» si è detto convinto l’ex presidente del Consiglio. Gli Stati Uniti, per Prodi, dopo i Bush hanno avuto sempre meno a cuore l’Europa, fino a Trump, che l’ha vista come una nemica: «Gli americani vogliono che l’Europa nuoti, ma se ogni tanto beve un po’ d’acqua, sono contenti» la metafora del Professore. Lucia Annunziata ha interrogato Prodi sull’Italia: «Non l’ha mai nominata nello scenario geopolitico…».
«L’Italia è ancora importante. È un grande paese esportatore e industriale. Vedo bene un legame con Macron». Quanto alla Brexit, Prodi ha ammesso: «Da presidente Ue i problemi maggiori li ho sempre avuti con il regno Unito. Avevano un’idea troppo diversa di Europa e un legame troppo forte con gli Stati Uniti».
«Non mi meraviglio che l’Europa sia divisa sulle sanzioni alla Russia – ha concluso Prodi – perché le dipendenze energetiche e i vari rapporti di forza con la Russia sono troppo diversi. E ora anche gli interessi di Usa e Europa mi sembrano sempre più divergenti».


