TRENTO. La crisi energetica morde i condomini del Trentino, trasformandosi da emergenza temporanea in "fenomeno strutturale". È l'allarme lanciato da Nadia Zambotti, presidente di Conf.a.i.co, che evidenzia una pressione senza precedenti sui bilanci delle circa 245.900 famiglie della Provincia. Secondo i dati dell'associazione, le spese legate all'energia negli ultimi due anni sono lievitate tra il 30% e il 50%, con rincari che spesso superano i mille euro annui per nucleo familiare.

A soffrire maggiormente è un patrimonio edilizio datato e poco efficiente: dei circa 85.000 edifici residenziali sul territorio, moltissimi non sono riusciti ad accedere alle riqualificazioni del Superbonus, restando vulnerabili alle oscillazioni dei mercati internazionali. Le prospettive per i prossimi mesi restano critiche. Le stime tecniche indicano che nel secondo trimestre 2026 i prezzi si manterranno elevati (circa 120-130 €/MWh per l'elettricità), condizionati dalle tensioni geopolitiche e dai ritardi nelle forniture di Gnl.

"Il condominio è oggi un termometro sociale", spiega Zambotti, segnalando un aumento preoccupante della morosità e dei ritardi nei pagamenti, specialmente nelle aree residenziali stabili. La carenza di liquidità rischia di bloccare le manutenzioni ordinarie, innescando un circolo vizioso che mette a rischio la coesione delle comunità locali. Per la presidente Zambotti, investire nell'efficienza energetica non è più solo una scelta economica, ma una necessità per tutelare la qualità della vita sociale.