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TRENTO. Ottant’anni di prime pagine, cronache, inchieste, tragedie, trasformazioni e piccoli fatti di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre alle Gallerie di Trento la storia de l’Adige diventa una mostra e, insieme, una sorta di viaggio nella memoria collettiva del Trentino.
Si intitola “Una storia quotidiana. Ottant’anni del giornale l’Adige” l’esposizione realizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino per raccontare, attraverso le pagine del quotidiano, otto decenni di vita della comunità. L’inaugurazione ufficiale è in programma domani alle 17.30, mentre l’apertura in anteprima si è tenuta oggi alla presenza, tra gli altri, del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dell’assessore alla cultura Francesca Gerosa, del sindaco di Trento Franco Ianeselli, del presidente della Fondazione Museo storico del Trentino Luigi Blanco, del direttore Giuseppe Ferrandi, del presidente di Sie Spa Enrico Zobele e del direttore responsabile de l’Adige Pierluigi Depentori.
Il punto di partenza è il 1946, quando il giornale nasce con il nome di “Il Popolo Trentino”. Nel 1951 arriva il nome l’Adige, quello con cui il quotidiano è diventato negli anni una presenza quotidiana nelle case e nelle comunità del territorio. La mostra prova ora a restituire questa lunga storia non soltanto attraverso le vicende del giornale, ma soprattutto attraverso ciò che il giornale ha raccontato: il Trentino che cambia, le sue valli, la politica, il lavoro, le trasformazioni sociali, le grandi tragedie e i momenti di svolta.
Il percorso espositivo è costruito come una grande pagina di giornale da attraversare. Sono 800 le notizie chiave selezionate, affiancate da prime pagine storiche che permettono di ripercorrere il secondo Novecento e arrivare fino ai primi decenni del nuovo millennio. Non c'è soltanto la cronaca: ci sono la politica, le inchieste, le notizie dalle valli, lo sport e il rapporto costruito nel tempo con i lettori.
E proprio qui sta uno degli elementi più interessanti dell'esposizione: raccontare la storia di un giornale significa anche raccontare come è cambiato il modo di fare informazione. Dalle linotype e dal piombo ai primi computer, fino alla rivoluzione digitale e all'informazione in rete, la mostra segue anche l'evoluzione tecnologica e professionale delle redazioni, insieme ai cambi di direzione, proprietà e veste grafica che hanno segnato la vita del quotidiano.
Tra le pagine riemergono così alcune delle vicende che hanno segnato profondamente il territorio. Il disastro di Stava, il caso Grundig, la vicenda Ludwig, ma anche le grandi trasformazioni delle infrastrutture, del turismo, del lavoro e della società trentina. Accanto alle notizie trovano spazio documenti d'archivio, attrezzature tipografiche e tecnologiche, cimeli sportivi, oggetti di uso quotidiano, filmati e testimonianze.
La mostra dedica inoltre attenzione alla figura del cronista e al mestiere giornalistico, con un riferimento particolare ad Aldo Gorfer, uno dei nomi che più hanno contribuito a raccontare il Trentino attraverso la cronaca, la storia e il viaggio nelle valli. Un modo per ricordare che dietro ogni pagina ci sono persone, luoghi e storie: il lavoro di chi va sul territorio, raccoglie testimonianze, verifica fatti e prova a dare un senso alla complessità della realtà.
«La carta di un giornale è effimera e al tempo stesso duratura; e dopo 80 anni resta una fonte preziosa per osservare come siamo cambiati», hanno spiegato i curatori Davide Leveghi e Sara Zanatta, sottolineando la sfida di trasformare in materia storica anche quei fatti piccoli che, giorno dopo giorno, finiscono sulle pagine di un quotidiano.
Per il direttore de l’Adige Pierluigi Depentori, la mostra rappresenta invece l'occasione per restituire alla comunità quella memoria che il giornale ha contribuito a raccogliere per otto decenni. Un archivio fatto di «cicatrici e rinascite» della comunità e, nello stesso tempo, la storia di un mestiere che continua a cambiare senza perdere la necessità di raccontare ciò che accade.
“Una storia quotidiana” sarà visitabile alle Gallerie di Trento dal 12 settembre 2026 al 27 giugno 2027, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. L'ingresso è libero.




































