TRENTO - Una morte terribile, dilaniato da una esplosione in casa. È la tragica sorte toccata ieri mattina a Claudio Andriollo, 72enne di Mollaro, tecnico edile in pensione e grande appassionato di reperti bellici.

Erano le 11.30 quando nell'appartamento di Andriollo c'è stato lo scoppio che lo ha ucciso sul colpo. È stato accertato che la tragedia non è stata causata da fughe di gas, malfunzionamenti ad impianti o altre cause tecniche.

L'ipotesi più accreditata, al momento, è quindi che sia esploso uno degli ordigni che faceva parte della ricca collezione accumulata negli anni da Andriollo, appassionato recuperante e cultore di storia bellica.

Ancora non è chiaro con certezza che cosa sia scoppiato senza lasciare scampo all'uomo e trasformando la stanza in cui si trovava la vittima in uno scenario tanto crudo da mettere in difficoltà gli stessi soccorritori, che pietosamente hanno impedito ai familiari di accedervi.

Due elementi stanno guidando gli inquirenti nella ricostruzione della dinamica: il primo è che, come è stato accertato e certificato non solo dai vigili del fuoco volontari di Taio e permanenti di Trento ma anche dai tecnici di Novareti, lo scoppio non è stato causato da fughe di gas, malfunzionamenti ad impianti o ad altre cause tecniche.

Il secondo, è che Andriollo era da sempre, notoriamente, un appassionato recuperante: un cultore di storia bellica che in casa da decenni aveva raccolto una cospicua collezione di ordigni, proiettili ed altra attrezzatura risalente ai due conflitti mondiali.

Una tragedia che ha profondamente colpito tutta la comunità di Mollaro e non solo, come ha spiegato la sindaca del Comune di Predaia Giuliana Cova: «Claudio era una persona che qui tutti conoscevamo e stimavamo, siamo profondamente scossi e addolorati».

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