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TRENTO. Assil, richiedente asilo con permesso di soggiorno, poco più che ventenne, ha seguito tutto l'iter previsto sul territorio perché gli venisse riconosciuto il suo status di rifugiato. Arrivato dal Marocco e giunto in Italia pochi anni fa, ha seguito tutti gli step necessari per ottenere quegli agognati documenti che gli avrebbero consentito di regolarizzare la sua posizione. E di conseguenza potersi assicurare un futuro migliore, facendo in modo che davanti a lui si aprissero più porte sia a livello lavorativo che abitativo. Eppure le carte spesso non sono automatica garanzia in quanto a inserimento sociale e lavorativo.
È una storia a lieto fine questa, di un ragazzo che ce l'ha fatta da solo ed è riuscito a trovare la sua strada, ma non prima di aver affrontato enormi ostacoli, quasi insormontabili, come tante persone - troppe - nella sua stessa situazione. Tra questi, aver dormito per strada nel capoluogo, all'addiaccio, per diverso tempo, districandosi in lavori saltuari, mai stabili e poco remunerativi. Ma gravitare per quel lasso di tempo intorno alla sede di Impact Hub, spazio di coworking in via Sanseverino (la cui tettoia è diventata un rifugio per senza fissa dimora), è stata - ironia della sorte - la sua fortuna. Sono stati i ragazzi di quello spazio, che ospita professionisti, start up e giovani aziende, a notare Assil dormire all'esterno della loro sede alle Albere. Dunque, non appena si è presentata l'occasione, gli hanno presentato un'offerta.
Nel corso della scorsa estate, infatti, l'azienda Edilizia Acrobatica spa, con sede originaria a Genova, e ora distribuita in tutto il mondo, era alla ricerca di nuove figure da assumere per aprire una succursale anche a Trento. E Assil, che stava cercando da tempo un impiego stabile, è stato messo subito in contatto con l'impresa che, con base negli uffici alle Albere, si occupa di restauri e lavori edili su fune. «Abbiamo fatto diversi colloqui nei mesi estivi - spiega il titolare dell'attività, Nicola Feller - Era maggio, giugno: volevano creare un nuovo point anche qui. Ad certo punto si è presentato Assil, ragazzo senza tetto. Mi è piaciuto fin da subito. Contento, entusiasta e disponibile, aveva voglia di imparare». L'ambito professionale, particolare per il tipo di interventi, necessita di patentini e di una lunga formazione.
«Lavoriamo all'esterno degli edifici e grattacieli, scendendo in corda. Il lavoro sembrava piacergli e gli ho proposto di entrare nella nostra squadra». Così da ottobre, per il ventenne è cominciato un nuovo capitolo. Ha partecipato a un corso di formazione, prima due settimane a Torino per ottenere il patentino, poi due mesi a novembre e dicembre a Udine. Ai primi di gennaio 2026, Assil è tornato a Trento. «Abbiamo cominciato a lavorare tutta la Regione, anche in Alto Adige. Al momento Assil si trova all'Hotel Palace di Bolzano, con una squadra. Abbiamo cantieri a Bolzano, Merano e Brunico». Se fuori provincia spesso gli viene fornito un alloggio insieme ai colleghi, a Trento rimane un nodo da sciogliere: la ricerca di un'abitazione. Assil si appoggia ad amici e conoscenti, ma adesso sta cercando una sistemazione, nonostante il lavoro lo porti spesso lontano, in trasferta.
Sarà lo stesso titolare a fargli da garante. «Ha una forte propensione per questo mestiere e ha imparato velocemente - conclude Feller - Ma soprattutto gli piace. Potrebbe diventare caposquadra a Trento, in questa nuova area. Non escludo che questo compito possa essere affidato a lui». La realtà di Impact Hub aveva fatto voce grossa per denunciare la situazione che si è creata sotto la loro sede, a causa di un sistema di accoglienza fallace (vedi l'Adige di ieri). Dietro la segnalazione, però, c'era anche un appello: «Con le istituzioni possiamo creare rete: noi abbiamo i canali giusti per poter inserire queste persone, anche lavorativamente. ma non possiamo essere lasciati soli», ha dichiarato Paolo Campagnano, cofunder di questa realtà.


