TRENTO. La mobilitazione era stata annunciata ad inizio agosto, ma ora c'è anche la data. Sui calendari dei reparti ospedalieri, degli ambulatori, degli uffici amministrativa, l'1 settembre (sarà un martedì) è il giorno cerchiato in rosso: quel giorno si terrà la protesta della sanità contro i continui blocchi, tilt e black out dei sistemi informatici dell'Azienda sanitaria.

L'appuntamento è al Santa Chiara, sia presso l'Auditorium dell'ospedale con un'assemblea, sia davanti all'ingresso principale con un sit in, dalle 10.30 alle 12.30. È la notizia è in qualche modo storica: non per niente qualche riga fa abbiamo parlato di protesta della sanità tutta, perché mai prima d'ora in Trentino medici, infermieri, oss, tecnici, amministrativi e personale vario si erano uniti per una stessa battaglia.

Tutto il personale, quindi, è unito per dire che la misura è colma: «L'Asuit e la politica si assumano la responsabilità e - soprattutto - trovino delle soluzioni adeguate», è lo slogan utilizzato. A promuovere la mobilitazione sono una lunga serie di sindacati, appunto rappresentativi di tutto il personale, dai medici fino agli amministrativi passando per gli infermieri.

Nel dettaglio i segretari sono Mjriam Sanò (Anaao Assomed Provincia di Trento), Sonia Brugnara (Cimo Fesmed), Giuseppe Varagone (Uil Fp), Alberto Bellini (Fp Cgil), Beppe Pallanch (Cisl Fp), Cesare Hoffer (Nursing Up) e Paolo Panebianco (Fenalt). «Siamo uniti per difendere i servizi, la salute e il lavoro», spiegano.

E ancora: «Siamo allo stremo: a pagare sono pazienti e operatori. I ripetuti malfunzionamenti dei sistemi informatici dell'Azienda sanitaria stanno provocando disagi sempre più pesanti a cittadini e operatori. Quando il sistema informatico si blocca, si fermano o rallentano i percorsi assistenziali, aumentano i tempi di attesa e il personale è costretto a lavorare in condizioni di crescente stress e difficoltà. Chiediamo di essere finalmente ascoltati e che si apra immediatamente un confronto con la Provincia e con Asuit. I lavoratori ci stanno segnalando un malessere crescente e siamo preoccupati per il livello di stress a cui sono sottoposti. Non possiamo aspettare che la situazione diventi ancora più grave prima di correre ai ripari. È necessario intervenire ora, anche per tutelare la sicurezza delle cure. Il personale è stanco di dover sopperire continuamente alle inefficienze del sistema. Servono risposte concrete e immediate».

Fra 13 giorni, quindi, l'appuntamento di protesta. Ovviamente, essendo coinvolto il personale sanitario, non sono previsti cortei e manifestazioni "fiume". Ma l'unità c'è e anche il disagio è diffuso: la speranza, negli ospedali, è che un segnale così forte non passi inosservato e si riesca finalmente a trovare una soluzione.