TRENTO. “Sei stato un amico e un collega vulcanico, sempre pieno di idee e iniziative a beneficio della nostra terra e delle popolazioni colpite dalle calamità, sia in Italia che all’estero. Rimarranno sempre con noi il tuo entusiasmo e la tua capacità di affrontare gli eventi”. Con queste parole la Protezione civile del Trentino ricorda Marco Caramelle, scomparso ieri (9 aprile) all’età di 75 anni. In un “immenso abbraccio” si stringe così l'ex collega e amico, che è stato un apprezzato operatore dell’Unità logistico-operativa di Lavis, insieme ai familiari che piangono la sua scomparsa.
Caramelle faceva parte convintamente della grande famiglia della Protezione civile. Nel corso degli anni aveva partecipato a numerose missioni di aiuto in risposta a emergenze. Un esempio significativo del suo impegno è il lavoro da lui svolto nella realizzazione della scuola elementare di Paganica, dopo il devastante terremoto in Abruzzo del 2009.

Anche grazie al suo lavoro, il 25 novembre 2009 gli studenti di 24 classi poterono riprendere regolarmente le lezioni dopo il sisma de L’Aquila del 6 aprile 2009. La scuola, costruita dalla Protezione civile trentina con l’impiego di container provenienti dall’Umbria, è ancora oggi in uso da parte degli studenti.
Tra gli interventi che Marco Caramelle portava nel cuore, c'era quello in Kosovo, a sostegno della popolazione colpita dalla guerra. Durante il conflitto in Kosovo nel 1998 e poi, al termine dei combattimenti nel 1999, gli uomini della colonna mobile intervennero per prestare aiuto alla popolazione. A Kukës, Caramelle e i suoi colleghi gestirono inizialmente un campo profughi, mentre l’anno successivo, a Peja e Pristina, si adoperarono per la ricostruzione delle abitazioni civili.