TRENTO. Prosegue il malcontento di edicolanti e tabaccai, categoria che dal prossimo 1° febbraio dovrà controllare i green pass a tutti i propri clienti. Un argomento già oggetto di discussione, con i titolari delle diverse attività che hanno già evidenziato le difficoltà e la "mancanza di logica", come l'hanno definita, di questo provvedimento.

A spiegare in modo ufficiale la situazione è stato il presidente della Federazione Italiana Tabaccai della provincia di Trento, Gabriele Sannicolò, che non ha escluso nemmeno la possibilità di uno sciopero (esteso a livello nazionale) nel caso in cui la normativa non dovesse cambiare.

«Si tratterebbe di un atto estremo, ma siamo disposti anche ad arrivare a questo, come evidenziato dal nostro presidente nazionale Giovanni Risso - ha aggiunto. - Per noi è stata una vera sorpresa l'esclusione dalle cosiddette "attività essenziali", una scelta che vogliamo venga al più presto modificata. Nelle prime fasi dell'emergenza siamo rimasti esposti senza alcuna protezione, non avevamo i vaccini e nemmeno i green pass, mentre oggi ci chiedono di fare controlli aggiuntivi. Una richiesta tra l'altro non motivata dai numeri, che indicano palesemente come la nostra sia un'attività di vendita molto veloce».

Sannicolò infatti snocciola alcuni dati: il tempo di permanenza medio all'interno di un'edicola o di una tabaccheria va dai 18 ai 30 secondi, visto che i servizi richiesti maggiormente sono l'acquisto di giornali, riviste, sigarette e biglietti dell'autobus.

Addirittura, prosegue il presidente, ci sono clienti (soprattutto gli anziani) che si presentano già con i soldi in mano, conoscendo a memoria i costi dei prodotti.

In Italia si contano circa 13 milioni di ingressi al giorno in queste attività, più o meno tra i 200 ed i 250 accessi in ogni negozio. Nel solo Trentino ci sono 600 edicole e tabacchini, compresi anche rarissimi casi in cui, all'interno di questi, vi è la possibilità di effettuare scommesse.

«In queste sedi il controllo del green pass avviene già, ma si tratta di una quantità minima di negozi - ha concluso Sannicolò. - In quei casi capiamo che le tempistiche possono essere più lunghe, ma nella stragrande maggioranza delle attività ribadiamo che il servizio è rapidissimo. Inoltre abbiamo già in vigore misure di contenimento, come gli accessi contingentati e, considerando che i nostri negozi sono piccoli, entrano una o due persone alla volta. Sia chiaro: siamo favorevoli al green pass come misura per spingere alla vaccinazione e contenere i contagi, ma non capiamo l'applicazione dei controlli al nostro settore, da sempre considerato come essenziale e solo ora declassato in modo incomprensibile».