TRENTO. «Non possiamo attendere oltre e quando il disegno di legge arriverà in consiglio provinciale ci assumeremo il rischio di approvare questa manovra anche senza la sicurezza matematica di avere l'autorizzazione da Roma per stanziare i 219 milioni dell'avanzo di amministrazione del nostro bilancio». Parola dell'assessore provinciale alle attività economiche e lavoro,

Achille Spinelli, che intanto ieri ha depositato in seconda commissione solo un "pacchettino" leggerino di nuovi emendamenti al disegno di legge con gli aiuti economici a famiglie, imprese e lavoratori colpiti dall'emergenza Covid, che continua a restare - per ora - senza "polpa".

Oggi in seconda commissione sono infatti previste le audizioni delle parti sociali, categorie imprenditoriali e sindacati, e ci si aspettava che potessero esprimersi su un disegno di legge di "sostanza", con la parte normativa, ma anche quella finanziaria "vera" di 220 milioni provinciali - come era stato annunciato - più 280 milioni di aiuti statali. Invece, non sarà così visto che con gli emendamenti depositati ieri dalla giunta le risorse previste dal disegno di legge sono aumentate da 9,4milioni di euro a 16.400.000 di euro, quindi sono ancora una minimissima parte rispetto ai sostegni annunciati, soldi che sono stati recuperati grazie a 7 milioni che erano stati messi a bilancio per gli aiuti alle imprese del turismo per l'assunzione degli stagionali e che non sono stati utilizzati, visto che la stagione invernale non c'è stata.

Questi 7 milioni sono stati distribuiti tra gli interventi previsti, ma per i quali la Provincia non può ancora permettersi di stanziare i 219 milioni dell'avanzo di amministrazione 2020.È vero infatti che la giunta ha già approvato il Rendiconto, ma la legge prevede che debba essere prima parificato dalla Corte dei Conti , operazione che in genere richiede qualche mese, a meno che lo Stato non autorizzi a usare questi soldi prima. Ed è quello a cui la Provincia sta puntando, perché nel decreto Sostegni, che il Parlamento deve convertire entro il 21 maggio, sarà inserito proprio un emendamento per consentire a Regioni e Province autonome di utilizzare l'avanzo.

Il problema è che la giunta Fugatti vuole approvare la manovra provinciale prima che ci sia la norma statale che autorizza ad allocare quei 219 milioni, visto le il disegno di legge già in commissione approda in consiglio provinciale tra l'11 e il 13 maggio. E quindi ha deciso di giocare sul filo approvando comunque una legge in cui stanzia risorse "allo scoperto", perché formalmente non ne avrebbe la disponibilità almeno per qualche giorno dando per scontato che l'attesa autorizzazione statale arriverà.La decisione politica presa dalla giunta leghista, per fare in fretta, è dunque quella di procedere in modo non proprio ortodosso «visto il momento straordinario», come aveva detto nei giorni scorsi il presidente Maurizio Fugatti.

Ma gli stanziamenti delle risorse per ciascun capitolo verranno definiti solo quando il disegno di legge approderà in consiglio provinciale, quindi la discussione in commissione viene bypassata e si dovrà accontentarsi di parlare di una variazione di bilancio da 16,4 milioni invece che da 220 milioni. «Attendiamo - spiega l'assessore Spinelli - di avere la rassicurazione totale da Roma che ci sia la norma che ci autorizza ad allocare l'avanzo, quindi presenteremo gli emendamenti con le risorse in consiglio provinciale e comunque anche se per allora non avremo la matematica certezza approveremo la nostra manovra come previsto. Non possiamo permetterci di rinviare, perché si deve partire subito con il percorso per presentare le domande per i sostegni».

E forse il confronto con la Provincia di Bolzano, che è molto più avanti. E proprio ieri ha pubblicato i criteri per fare domanda e accedere a 280 milioni di "aiuti Covid" alle imprese, è una pressione che pesa sulla giunta trentina.