TRENTO. Anche le acque in buono stato non sono al sicuro, perché i cambiamenti climatici, uniti alla pressione che deriva dalle attività umane, rappresentano una minaccia concreta per la loro salubrità. In questo contesto si collocano i risultati dei monitoraggi microbiologici e chimici condotti sui laghi trentini di Serraia, a Baselga di Piné, e sul versante trentino del lago di Garda nei comuni di Nago-Torbole e Riva del Garda, nell'ambito della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale che da vent'anni indaga il benessere ecologico dei principali bacini lacustri italiani.

Le analisi microbiologiche effettuate in quattro punti (due per ciascun lago), hanno rilevato concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali entro i limiti normativi. Inoltre, Legambiente ha condotto analisi chimiche in sei punti del lago di Serraia, rilevando concentrazioni di azoto e fosforo nella norma ma sufficienti a produrre uno squilibrio nello stato ecologico del lago. Nonostante questi risultati incoraggianti, entrambi i laghi sono sottoposti a forti pressioni antropiche. Il lago della Serraia è minacciato da prelievi idroelettrici troppo intensi e prolungati, sistemi fognari parzialmente inadeguati, scarichi e dilavamenti da attività agricole, zootecniche e civili, che negli anni passati hanno compromesso l'equilibrio dell'ecosistema lacustre.

Anche il lago di Garda, sponda trentina, affronta rischi simili: qui è soprattutto il sovraffollamento turistico a pesare sull'ambiente. Tra il 2014 e il 2024, i flussi turistici sono aumentati del 23,6% a Riva del Garda e dell'8,6% a Nago-Torbole (dati Istat rielaborati da Legambiente), aggravando la pressione sulle risorse naturali. I quattro campionamenti complessivi, due effettuati nel lago di Serraia presso le spiagge di Alberon e lido zona pontile sul Lago di Serraia e gli altri due presso la foce del fiume Sacra (Nago-Torbole) e la foce dove confluiscono i torrenti Varone e Albola (Riva del Garda) nel Garda trentino, hanno restituito valori entro i limiti di legge.

In particolare, i due punti campionati nel Serraia hanno confermato valori entro i limiti come nei monitoraggi dello scorso anno, come anche i due punti nel Garda trentino, che invece erano stati analizzati consecutivamente dal 2015 al 2017, sempre risultando entro i limiti, mentre negli anni ancora precedenti erano emerse alcune criticità.