PHOTO
TRENTO. L'assessore alla salute della Provincia di Trento Mario Tonina ha spiegato che la Provincia di Trento ha rinunciato al bonus psicologico per "garantire ai cittadini un supporto psicologico che deve essere solido, accessibile e di qualità, e che non può essere estemporaneo".
"Quindi, di comune accordo, come Province di Trento e di Bolzano, abbiamo deciso di rinunciare al bonus nazionale, e di fornire un servizio continuativo", ha aggiunto Tonina in conferenza stampa post Giunta provinciale a Rumo, in Val di Non, precisando che la decisione era stata presa già nella scorsa legislatura, e che è stata confermata in quella nuova. Nel 2023, quando la Provincia di Trento aveva aderito al bonus, ha aggiunto l'assessore, c'erano state 2.591 domande, per un importo complessivo di 45.000 euro. Di queste, ne erano state accolte 31, per un importo complessivo di 19.000 euro.
Con la decisione presa dalla Giunta provinciale, ha aggiunto Tonina, "abbiamo cercato di rafforzare la collaborazione con i privati, sfruttando la legge Civico, e prevedendo delle risorse altrettanto importanti per garantire questo servizio: 300.000 euro. Tra gennaio e luglio 2025, abbiamo utilizzato il 40% delle risorse che avevamo impegnato, circa 140.000 euro, e credo che di qui alla fine dell'anno riusciremo sicuramente a dare risposte complessive. Il servizio e le risorse che abbiamo voluto riservare - ha precisato Tonina - riguardano tutte le persone. La nostra non è stata una rinuncia, ma una scelta di grande responsabilità, per garantire un sistema che deve essere stabile alle persone che ne hanno bisogno".


