TRENTO. Sui 5 referendum per i quali gli elettori sono chiamati al voto domenica e lunedì, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, non si discosta dalla linea nazionale della Lega. Dunque ieri ha annunciato che da bravo leghista non andrà a votare e ha precisato: «Il quesito che ci trova più in contrasto è quello sulla cittadinanza, con la riduzione da dieci a cinque degli anni di residenza in Italia».

Poi Fugatti quasi a voler anticipare le critiche per la scelta, come rappresentante delle istituzioni, dell'astensione dal voto ha puntato il dito su altre forze politiche di diverso colore che in passato hanno fatto lo stesso, ricordando: «Il fatto che non si vada a votare non deve scandalizzare. In occasione del referendum sulle trivelle c'erano partiti (il Pd, Ndr.) che oggi si agitano perché qualcuno non va a votare, che avevano fatto campagna perché non si andasse a votare».

Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Come il presidente, anche il vicepresidente della Provincia, Achille Spinelli, ha giò dichiarato che non voterà perché «i referendum sono svalutati e vengono fatti per essere persi», così come l'assessora all'Istruzione e cultura, Francesca Gerosa (FdI), che come la premier Giorgia Meloni andrà al seggio ma non ritirerà la scheda che equivale a non votare perché contraria a tutti e cinque i referendum e l'astensione contribuisce a non fare raggiungere il quorum del 50% e quindi a fare fallire i referendum.

Ma nella stessa giunta provinciale ci sono anche assessori che invece credono che andare a votare e invitare a farlo, anche in occasione dei referendum sia un valore. Così la pensa l'assessore alla casa e segretario del Patt, Simone Marchiori, che insieme suo partito dichiara: «Come Patt, fedeli ai principi di autogoverno e responsabilità civica, invitiamo tutte e tutti a recarsi alle urne. La partecipazione al voto è non solo un diritto, ma anche un dovere democratico che rafforza la nostra autonomia e la coesione della comunità trentina. Pur lasciando piena libertà di coscienza su ciascun quesito, riteniamo fondamentale che ogni cittadino eserciti il proprio diritto di voto, contribuendo attivamente al futuro democratico della nostra provincia e del Paese. Partecipare al voto è un gesto concreto di responsabilità e impegno civico. In un momento in cui la disaffezione alle urne è diventata un fenomeno preoccupante ogni voce conta».

Anche l'assessore provinciale autonomista alla Salute, Mario Tonina, annuncia che andrà a votare: «Vado a votare come ho sempre fatto». Su come voterà sui cinque quesiti però non si sbilancia dicendo: «Domani (oggi mi concentro, Ndr.) questi giorni sono stati difficili».Andrà a votare anche l'assessore all'urbanistica, Mattia Gottardi, che ritiene doveroso esercitare il diritto di voto e che ha annunciato che voterà cinque No, sia dunque ai quattro quesiti in materia di contratti di lavoro e sicurezza sul lavoro, che il quinto sulla cittadinanza.Sul fronte dell'opposizione provinciale il Pd del Trentino così come Alleanza Verdi Sinistra sono schierati per cinque Sì. E ha annunciato un voto favorevole a tutti e cinque i referendum anche il partito territoriale Casa Autonomia.eu, perché voterà allo stesso modo in quanto «movimento progressista e solidale, attento alla tutela delle parti sociali più deboli».

Anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda) andrà a votare cinque Sì.Più articolata è la posizione di Campobase che dà indicazione di andare al seggio e votare No al primo e al terzo quesito (licenziamenti illegittimi e contratti a termine) e Sì al secondo, quarto e quinto (indennità per licenziamenti, responsavilità solidale negli appalti e cittadinanza).Riguardo alle posizioni degli altri partiti nazionali, oltre a FdI e Lega anche Forza Italia sceglie l'astensione, Noi Moderati 5 No, M5s 4 Sì e libertà di voto sulla cittadinanza, Azione un Sì e quattro No, Italia Viva: No al primo e terzo, libertà di voto al secondo e quarto e Sì al quinto.