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TRENTO. Le consigliere comunali Giulia Bortolotti e Alessia Tarter (Onda) hanno presentato il 3 marzo un'interrogazione sulle criticità segnalate da «cittadini interessati» nella gestione del Canile comunale di Trento, affidata alla sezione trentina della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, cui il Comune ha rinnovato l'incarico per due anni a settembre 2025, per un importo di 428. 401, 44 euro oneri esclusi. Le consigliere chiedono se il Comune abbia ricevuto segnalazioni sulle criticità, se siano stati effettuati controlli sull'ottemperanza del capitolato, se sia stata verificata l'idoneità dell'alimentazione e delle strutture di ricovero.
Chiedono inoltre se siano stati rispettati gli adempimenti previsti dal capitolato nel caso di un cane di nome Peggy, entrata in struttura a seguito di un sequestro e morta nel novembre 2025. Le consigliere chiedono se siano stati effettuati controlli sulla sicurezza sul lavoro visto che si sarebbe verificato un incidente (si riferisce un morso al polpaccio) a un operatore, «legato alla mancanza dei necessari dispositivi di protezione individuale». Abbiamo svolto alcune verifiche confrontandoci con le persone i cui racconti sono stati alla base dell'interrogazione delle consigliere. Hanno mostrato alcuni documenti, tra i quali figura quello che si presenta come il foglio interno delle uscite sgambo e delle passeggiate relativo al mese di ottobre 2025.
Il documento mostra cani che non risultano usciti per diversi giorni consecutivi, né nello sgambo né nella passeggiata. Il capitolato prevede, da quanto riferisce Bortolotti, un'uscita quotidiana per ogni cane, elemento che in sede di gara sarebbe risultato come favorevole nella valutazione dell'offerta tecnica. Tra i cani presenti nel foglio figura Dick, un cane anziano. In una chat interna ottenuta, risalente alla fase precedente alla morte del cane, alcuni volontari esprimevano preoccupazione per le condizioni del cane che sarebbe rimasto a lungo negli ambienti esterni nonostante le temperature basse e chiedevano un trasferimento nei reparti sanitari interni. Secondo le testimonianze raccolte, Dick sarebbe morto successivamente al trasferimento all'interno.
Risulta un documento che i volontari del canile sono tenuti a firmare prima di iniziare la propria attività, con cui si impegnano a non veicolare «pettegolezzi» o «calunnie» all'esterno, pena la cessazione della collaborazione. L'interrogazione consiliare segnala che alcuni volontari sarebbero stati allontanati dalla struttura dopo aver sollevato criticità, e chiede al Comune se sia stato coinvolto in tali decisioni come sarebbe previsto dal capitolato all'art. 52 punto 3.
L'interrogazione suggerisce inoltre presunte inadempienze nelle visite di preaffido, aspetto presente nelle testimonianze che abbiamo raccolto: si tratta dei periodi di prova in cui gli aspiranti adottanti vengono valutati prima dell'adozione definitiva, anche con visite domiciliari. Questi controlli verrebbero condotti - secondo le testimonianze - in modalità di videochiamata, almeno nelle ultime settimane. Nel corso delle nostre verifiche è stata contattata una guardia zoofila coinvolta nelle vicende del canile, la quale ha confermato che alcuni volontari hanno testimoniato davanti alle guardie zoofile in qualità di agenti di Polizia Giudiziaria.
Il presidente della sezione trentina della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Luca Lombardini, contesta la ricostruzione: «Le cose sollevate al 99, 99% sono già state spiegate e non sono vere. Se poi ci sono delle criticità siamo disponibili a discuterne. Il canile ha una trentina di cani, alcuni di una pericolosità tale, che talvolta alcuni volontari minimizzano, che semplicemente non possono andare in passeggiata. Ci sono cani che possono essere gestiti da tutti, altri invece solo da un operatore. Noi siamo stati la prima sezione in Italia a essere certificata ISO, gestiamo il canile da più di 15 anni, riceviamo controlli dai servizi veterinari, dai Nas, dalla Forestale, non abbiamo mai avuto una non conformità a nessun livello». Poi la stoccata: «Attacchi politici e di parte mi feriscono. Un conto è fare una discussione su qualche aspetto, un conto è uscire sui giornali». Poi l’invito a verificare il lavoro svolto: «Vi invitiamo a vedere cosa viene fatto quotidianamente».
Entra nel merito l’avvocato Michele Busetti: «Nel canile annualmente si registra mortalità inferiore all’1%, nonostante arrivino cani spesso sofferenti, accalappiati o sequestrati, in condizioni di deperimento. Gli affidamenti finiti con la restituzione dell’animale sono sotto lo 0, 7%. Se vogliamo affrontare il tema al di là dell’emozione o della rabbia di chi ritiene di non aver ricevuto il trattamento atteso, i numeri sono lì». Sul fronte dei controlli istituzionali, Busetti sottolinea che la struttura «è controllata dal veterinario provinciale, riceve frequentissime visite del Nogez, ha un veterinario esterno e un direttore sanitario». Sul cane Peggy, spiega: «Era un cane sequestrato da un individuo indagato per maltrattamenti, arrivata in condizioni gravi, con metastasi, poi è morta. È rimasta in canile per quasi due anni ed è stata curata con grande attenzione, o non avrebbe vissuto così a lungo. Le cure sono state costantemente condivise con le autorità sanitarie e il Nogez».
Sul foglio sgambo, l’avvocato riflette: «La preoccupazione è che documenti siano stati sottratti. Non per timore di una reazione del pubblico - il problema è che sono atti del tutto riservati». Sulla prescrizione delle uscite quotidiane aggiunge che «va contemperata con la tipologia del cane per l’incolumità del cane, dell’operatore e delle persone che dovessero incontrare», ed esclude «che ci sia una forma di non attenzione verso i cani ospitati». Sulle chat interne: «Tutti noi facciamo parte di chat in cui si perde un po’ il registro di comunicazione, e non è certo detto che quello che viene detto in chat sia la verità». Sull’allontanamento dei volontari “troppo critici” respinge la lettura: «In ogni associazione un volontario deve aderire a uno statuto. La Lega ha come scopo il benessere dell’animale inteso in un senso più generale che comprende anche il benessere delle persone che con quell’animale si rapportano. Se questo modo di sentire viene meno è evidente che non sposano più gli ideali della Lega».


