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MILANO. La "carente applicazione dei principi" di "trasparenza, pubblicità e imparzialità" in "ambito di reclutamento del personale" ha "alimentato, a partire dagli organi di informazione, sin dai primi mesi di operatività, i dubbi circa malsani fenomeni di favoritismo, nepotismo o clientelari". Sebbene "la pagina web della Fondazione riproponga notizie afferenti l'individuazione delle figure" da ricercare non consente, però, "la consultazione degli esiti delle procedure selettive che restano allo stato riservate, né i meccanismi oggettivi e trasparenti su cui la selezione dovrebbe fondarsi".
Lo scrive il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano in un'annotazione dello scorso maggio, riportata nella richiesta di archiviazione dei pm di Milano del filone delle indagini sulle presunte assunzioni "clientelari" di persone anche legate al mondo della politica nella Fondazione Milano Cortina 2026. In sostanza, la Procura diretta da Marcello Viola ha individuato "mancanza di trasparenza" in oltre 30 contratti, "in merito alle segnalazioni 'caldamente' (o 'fortemente') inoltrate per il tramite di esponenti pubblici, così come ricordate dallo stesso Novari", ossia l'ex ad della Fondazione. Però, allo stesso tempo i pm chiedono al gip Patrizia Nobile di archiviare il fascicolo a carico di ignoti, perché da un lato l'abuso d'ufficio "non è più previsto dalla legge come reato".
Dall'altro, perché sull'ipotesi di turbativa "il fatto non sussiste", in quanto le gare sono riferite solo "alle procedure comparative relative alla acquisizione di beni e servizi e non a quelle relative all'assunzione di personale".


