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TRENTO. Con un'interrogazione in Consiglio provinciale, la consigliera del Pd del Trentino, Francesca Parolari, punta a far luce sulle "numerose anomalie che starebbero segnando il corso-concorso per il reclutamento di 20 nuovi dirigenti scolastici in Trentino", come riportato in un comunicato. Al centro delle critiche c'è la gestione dei test: Parolari denuncia che alcuni candidati avrebbero svolto la prova da remoto, nonostante il bando prevedesse la presenza fisica, senza però specificare quali sistemi di controllo siano stati adottati. Inoltre, viene contestata la mancata consegna di ricevute (cartacee o digitali) dopo l'uso dei tablet, una lacuna che impedirebbe di verificare la correttezza degli esiti a sistema.
Un altro aspetto critico riguarda il meccanismo di sbarramento: il bando stabilisce che l'idoneità sia fissata a 70/100, ma limita l'accesso agli orali ai soli primi 120 classificati, escludendo di fatto molti candidati che sarebbero risultati idonei. Parolari parla di un "corto circuito normativo" che potrebbe dare vita a una pioggia di ricorsi. Infine, la consigliera esprime preoccupazione per i tempi ristretti: la Commissione dovrà correggere oltre 150 elaborati entro il 25 maggio, con un calendario di formazione che rischia di sovrapporsi al periodo critico degli esami di Stato, mettendo a rischio il regolare funzionamento delle scuole.


