TRENTO. Ciclisti che sfrecciano a 50 all’ora su ciclabili occupate anche da altri utenti, senza farsi troppi problemi, magari in gruppo, come se fossero al Giro d’Italia. Insomma, maledicati e arroganti. 

È quello che, secondo un nostro lettore, succede un po’ troppo spesso sulle ciclabili trentine.

È giusto prendersela con gli automobilisti che non rispettano i ciclisti, ma quando la stessa arroganza la notiamo in chi pedala, allora bisogna arrabbiarsi allo stesso modo.

Ecco che cosa ci ha scritto Tiz, appassionato pedalatore con 10.000 km (ciclabili e percorsi trekking/Trail) e 25.000km di dislivello:

«Come sulle nostre strade anche nelle ciclabili (Adige/Sarca/Ponale...) arroganza, maleducazione e incuranza altrui sono all' ordine del giorno e del Km. In particolare i ciclisti muscolari, quelli che ti sfrecciano a 50/60 Kmh, in coppia o gruppo. Vi chiedo, quanto si fa per informare ed sollecitare la politica e/o chi si occupa di gestione ciclabili per rimettere il senso delle cose? Forse è assurdo e impossibile o sono io che guardo le cose in modo sbagliato? Non basta indignarsi e arrabbiarsi perché manca una sensibilità dei automobilisti verso i ciclisti, quando loro, i ciclisti, si comportano male proprio dove dovrebbe esserci la sicurezza. Le condizioni di pericolo nelle ciclabili non sono i pedoni, le e-bike, le mamme con carrozzine o le comitive di turisti, ma i ciclisti ("muscolari") amatori, semi-professionisti o professionisti che utilizzano la ciclabile come un velodromo o pista… Non perdonano, non si fermano, non ti rispettano e con arroganza in barba a tutte le normative ti sfiorano a 60 kmh».