TRENTO. «Luciano Rova ha lunga esperienza e grandi competenze. Credo che in maniera più che degna potrebbe assolvere al ruolo di presidente della compagnia». Su insistenza dei giornalisti Giuseppe Consoli, nell’ultima conferenza da presidente di Itas Mutua, si è lasciato scappare l’endorsement a favore del settantenne consigliere bellunese, che vanta una lunga carriera dentro il mondo Itas prima come direttore generale di Val Piave, poi in Itas Patrimonio e come vice direttore della stessa Mutua fino alla pensione.

Salvo sorprese sarà lui a prendere il posto di Consoli che, dopo tre anni da presidente della Mutua, tre da consigliere ed altrettanti da numero uno di Itas Vita, deve lasciare per fine dei mandati disponibili.

L’altra figura che per caratura poteva ambire alla poltrona, ovvero l’ex sindaco di Trento Alberto Pacher («persona che ha avuto il merito di fare da trait d’union tra Itas e il territorio» ha detto Consoli), rimarrà con ogni probabilità vicepresidente vicario. Oltre a Consoli, usciranno dal cda per fine mandato il vicepresidente Alexander von Egen e il consigliere Giancarlo Bortoli. Al loro posto entrerano la professoressa Daria de Pretis, ex vice presidente della Corte Costituzionale, l’ex presidente di Pensplan Centrum Gottfried Tappeiner e la professoressa Paola Inverardi, rettrice del Gran Sasso Science Institute. «Si tratta di tre figure che grazie alla loro professionalità sapranno dare autorevolezza e prestigio al nuovo consiglio». Che sarà eletto nell’assemblea dei soci del prossimo 26 aprile.

La lista dei consiglieri («firmata e approvata da oltre l’80 per cento dei delegati» dice Consoli) è completata da Markus Bacherer, Maurizio Coseani, Franco Dalla Sega, Maria Emanuela de Abbondi, Tanja Pichler,Domenico Siclari, Christian Sipöcz e Giovanni Tarantino, oltre all’attuale amministratore delegato Alessandro Molinari, a cui Consoli ha voluto manifestare pubblicamente «la soddisfazione per il grande lavoro fatto». Ieri il presidente uscente ha voluto sottolineare proprio la grande crescita avuta dalla compagnia nell’ultimo triennio.

«Questa - ha detto - è un’azienda che dal 2020 ad oggi ha aumentato in maniera significativa l’indice di solvibilità, che ora è 253, ma che nel 2019 era a 137», poco sopra il minimo di 100. «Abbiamo indici di sviluppo oltre il 20 per cento, siamo ben articolati e strutturati, con una raccolta che tocca 1,2 miliardi e abbiamo dimostrato di avere fortissima capacità di reagire di fronte a situazioni estreme come pandemia, crescita dei tassi di interesse, inflazione e gli eventi catastrofali della scorsa primavera che hanno pesato parecchio sul bilancio». Sul futuro della compagnia Consoli ribadisce che Itas è una realtà sana che per Statuto non può essere scalata, ma che potrebbe crescere se si presentassero le giuste occasioni. Una via di sviluppo è quella della differenziazione: «Non possiamo competere sul piano dei numeri con i giganti, ma possiamo trovare la nostra strada differenziandoci dagli altri. Siamo una Mutua, per Dna vicina al sociale e al Terzo settore che fa l’11 per cento del Pil italiano. Ci piacerebbe recuperare parte di quel mondo».

Per quanto riguarda il rapporto con il Trentino Consoli ha detto che «Itas vuole essere dentro il sistema, ma non può essere partner di tutto perché siamo prima di tutto assicuratori, non investitori finanziari». Ha confermato, per altro, l’interesse per Mediocredito nel momento in cui la compagnia resterà il partner assicurativo dell’istituto bancario. Sul suo futuro, oltre ad entrare nel cda di Dolomiti Energia (vedi pagina 14), Consoli ha confermato di aver «ricevuto proposte interessanti per restare nella compagnia», che considera la sua «seconda casa». Prima di decidere, però, due settimane di ferie e di meditazione.