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TRENTO. Il Trentino si conferma tra i territori italiani con i livelli di benessere più elevati, in un Paese che registra segnali di miglioramento ma continua a fare i conti con povertà, disuguaglianze economiche e difficoltà delle famiglie. A certificarlo è il Rapporto Bes 2026 dell'Istat, dedicato al Benessere equo e sostenibile, che colloca le Province autonome di Trento e Bolzano tra le realtà più virtuose d'Italia. In almeno dieci dei dodici ambiti analizzati, entrambe presentano valori medi superiori alla media nazionale, insieme al Friuli-Venezia Giulia.
Il quadro che emerge dall'indagine conferma dunque il vantaggio del Trentino sul fronte della qualità della vita, misurata non soltanto attraverso il reddito, ma anche considerando salute, istruzione, occupazione, sicurezza, ambiente, relazioni sociali e qualità dei servizi. Un risultato significativo soprattutto alla luce delle profonde differenze territoriali che continuano a caratterizzare l'Italia. Secondo l'Istat, infatti, tutte le regioni del Nord e del Centro, con l'eccezione del Lazio, registrano prestazioni superiori alla media nazionale per almeno metà degli indicatori disponibili. Nel Mezzogiorno, invece, prevalgono risultati inferiori alla media italiana.
A livello nazionale, 54 dei 132 indicatori confrontabili con l'anno precedente risultano in miglioramento, 55 rimangono stabili e 23 peggiorano. Ma dietro questa tendenza positiva si nascondono fragilità importanti. Nel 2025 oltre 5,4 milioni di italiani vivevano in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,3% della popolazione. Le famiglie coinvolte rappresentano l'8% del totale. Particolarmente difficile resta la situazione dei nuclei numerosi e di quelli con almeno un figlio minorenne. Nel Nord l'incidenza della povertà assoluta individuale è dell'8,5%, contro l'11,5% del Mezzogiorno.
Un altro elemento critico riguarda la capacità di sostenere le spese quotidiane. Il 7,5% degli italiani dichiara di arrivare a fine mese con grande difficoltà, mentre il rischio di povertà interessa il 18,6% della popolazione. Il confronto europeo rimane sfavorevole: l'Italia presenta un rischio di povertà superiore di 2,3 punti percentuali rispetto alla media dell'Unione. Un tema che richiama anche per il Trentino l'importanza delle politiche a sostegno dei redditi, dell'accessibilità delle abitazioni e della tutela delle famiglie economicamente più vulnerabili.
Non mancano tuttavia i segnali incoraggianti. Nel 2025 il reddito medio disponibile pro capite è cresciuto del 2,4% in termini nominali rispetto al 2024. Considerando l'inflazione, l'incremento reale nel biennio raggiunge il 2,2%. Migliora anche la percezione delle condizioni economiche: la quota di famiglie che dichiara un peggioramento rispetto all'anno precedente scende dal 29,5% al 26,2%. Una tendenza che accompagna la riduzione delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, senza però cancellare le difficoltà di una parte della popolazione.
Il Rapporto Istat restituisce così un'immagine a due velocità. Da una parte territori come Trento e Bolzano, che continuano a distinguersi positivamente nella maggioranza delle dimensioni del benessere; dall'altra un Paese nel quale la crescita economica non riesce ancora a garantire condizioni di vita adeguate a tutti. La sfida, anche per le realtà che partono da una posizione di vantaggio, sarà trasformare i buoni risultati complessivi in un benessere sempre più diffuso, capace di raggiungere anche le fasce sociali più fragili.


