TRENTO. Formalmente è un «preavviso di esito negativo». Concretamente, in teoria, potrebbe portare all'inagibilità del fabbricato del Tambosi e della succursale ex Europa. Già nel giro dei prossimi giorni.Quando cioè scadrà il termine entro il quale Apop (la Provincia, proprietaria degli immobili) e vertici dell'istituto (affidatari e titolari della gestione ordinaria) saranno chiamati a presentare la documentazione che certifichi l'appianamento delle criticità emerse per quel che riguarda la sicurezza e le norme antincendio. Criticità che erano venute alla luce nel gennaio scorso, quando a seguito di un falso allarme i vigili del fuoco permanenti avevano raggiunto l'istituto, appurando al termine dell'intervento - nell'esaminare la documentazione relativa agli stabili - come fossero presenti alcune difformità rispetto alle regole tecniche ed ai criteri tecnici di prevenzione degli incendi.

Tante piccole anomalie, nulla che di per sé possa minacciare la sicurezza di insegnanti, docenti e personale, ma le regole sono regole e basta anche il minimo incidente per poi far emergere irregolarità che possono portare a spiacevoli conseguenze sia per quel che riguarda l'incolumità delle persone che la responsabilità civile e penale di chi lavora in quelle strutture.Le difformità riguarderebbero l'assenza di dichiarazioni di conformità relativamente a piccoli interventi effettuati negli spazi interni, il materiale di alcuni arredi, la presenza di materiale in punti sensibili e dunque potenzialmente a rischio incendio . Tutte anomalie che erano state rilevate ancora a gennaio e a seguito del quale il Servizio antincendi della Provincia aveva inviato al Servizio opere civili e al dirigente dell'Ite il dettagliato elenco di tutte le cose da sistemare.

Il termine per adempiere (il termine più corretto per indicare le cose da sistemare) era stato fissato nell'inizio dello scorso mese di giugno e dopo aver atteso il trascorrere dell'estate per dare modo comunque a Provincia e istituto di appianare quel che non andava, il Servizio antincendi nei giorni scorsi non ha potuto che prendere atto della situazione.«Non essendo pervenuta entro i termini previsti la documentazione richiesta, si diffida ad ottemperare entro 10 giorni», che sarebbero in gran parte già trascorsi. Se entro il termine fissato - ben oltre quello previsto del giugno scorso - la documentazione relativa agli interventi posti in essere non dovesse arrivare al Servizio antincendi, potrebbe scattare finanche la dichiarazione di non agibilità dei locali, extrema ratio che difficilmente verrà adottata, ma che per evitare la quale comporterà una corsa a provvedere a interventi che avrebbero potuto essere ultimati con tutta la calma e la cautela del caso nei mesi scorsi.