TRENTO. Fenalt si schiera contro l'ipotesi di trasferimento della sede operativa di IPRASE da Rovereto a Trento e chiede alla Provincia di fermare ogni decisione fino all'apertura di un confronto con sindacati e lavoratori. L'organizzazione sindacale ha inoltre richiesto un incontro urgente al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini.

Secondo il segretario generale Maurizio Valentinotti, il trasferimento rischia di avere conseguenze significative per i circa quaranta dipendenti attualmente in servizio nella sede roveretana. Molti di loro, sottolinea il sindacato, hanno ottenuto quella destinazione attraverso procedure di mobilità interna legate a esigenze familiari, sanitarie o di vicinanza al luogo di residenza.

Fenalt critica anche il metodo con cui sarebbe stata gestita la vicenda. Il sindacato sostiene che le informazioni siano emerse soltanto nelle ultime settimane e denuncia l'assenza di un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori. Per l'organizzazione sindacale, decisioni che incidono sull'organizzazione del lavoro e sulla vita personale dei dipendenti richiedono trasparenza e partecipazione.

Nel documento viene inoltre evidenziato il possibile impatto sul territorio di Rovereto. Fenalt ricorda che la città si prepara ad accogliere il nuovo corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell'Università di Trento e ritiene che la permanenza di IPRASE potrebbe favorire sinergie nel campo della formazione e della ricerca educativa. Al contrario, il trasferimento rischierebbe, secondo il sindacato, di indebolire un presidio provinciale considerato strategico.

Tra le preoccupazioni espresse figurano anche l'aumento dei tempi di percorrenza per i dipendenti, maggiori costi di trasporto e possibili ripercussioni sulla conciliazione tra vita privata e lavoro. Fenalt teme inoltre una perdita di professionalità qualificate nel caso in cui parte del personale decidesse di chiedere altre destinazioni per evitare il trasferimento a Trento.

Per questo motivo il sindacato sollecita l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la Provincia prima di qualsiasi decisione definitiva sul futuro della sede dell'istituto.