PHOTO
TRENTO. Una paziente oncologica di 39 anni, residente in provincia di Trento, non può accedere alla terapia di ipertermia oncologica perché il trattamento non è attualmente disponibile sul territorio provinciale. Il tema è stato portato all’attenzione della Giunta provinciale con un’interrogazione firmata da Luca Guglielmi, che chiede chiarimenti e soluzioni operative per garantire l’accesso alle cure.
La terapia di ipertermia oncologica utilizza radiofrequenze per indurre una reazione simile allo stato febbrile, con l’obiettivo di contrastare la progressione della malattia. Secondo recenti studi clinici, il trattamento può favorire la regressione tumorale e viene indicato in specifici percorsi terapeutici.
La paziente si è rivolta all’azienda sanitaria provinciale, riscontrando però l’assenza dell’erogazione sul territorio trentino. Il centro più vicino che pratica l’ipertermia oncologica si trova a Merano, presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. L’accesso, tuttavia, è riservato esclusivamente ai residenti in provincia di Bolzano, impedendo di fatto ai pazienti trentini di usufruire del trattamento anche in presenza di indicazioni mediche.
Nell’interrogazione si chiede se sia prevista l’attivazione della terapia presso l’azienda sanitaria trentina o, in alternativa, l’avvio di una fase transitoria con una convenzione con l’azienda sanitaria altoatesina. L’obiettivo è consentire l’accesso alle cure ai residenti della provincia di Trento, evitando disparità territoriali e garantendo la continuità terapeutica per i pazienti oncologici.


