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TRENTO. «Dovranno essere attivati in tempi rapidi specifici studi che coinvolgano Università ed enti di ricerca qualificati per definire le caratteristiche del futuro impianto per il trattamento residuo, tenendo conto anche della viabilità di accesso». Lo mette nero su bianco il protocollo d'intesa tra Comune di Trento e Provincia in materia di gestione dei rifiuti, approvato nell'ultima seduta dalla giunta Ianeselli.
Quello che non c'è per iscritto è che l'impianto si farà all'interno dell'attuale discarica di Ischia Podetti; non è esplicito ma lo si capisce dal contesto e lo confermano anche gli attori di questo accordo, specialmente la Provincia che lo ha sempre dato per scontato.
Il protocollo nasce dalla situazione di emergenza riscontrata per la discarica, che all'attuale ritmo di conferimento sarà esaurita entro la fine di agosto. Ecco perciò che vanno definite immediatamente le volumetrie disponibili e si cercherà di spingere sulle varie Comunità di valle perché si diano da fare nella direzione di una riduzione della produzione di rifiuti e potenziamento della raccolta differenziata in modo da ridurre le quantità di residuo destinate a quella che è rimasta l'ultima discarica attiva sul territorio provinciale.
Ma il documento ammette che non si può comunque prescindere dalla realizzazione di un impianto, che dovrà essere realizzato secondo la «migliore tecnica disponibile dal punto di vista economico, tecnologico e ambientale».
Il documento non parla esplicitamente di trattamento termico ma che si vada in quella direzione è chiaro nel momento in cui si prescrive che dovrà «essere dotato delle più avanzate tecniche per la misurazione delle emissioni e dei parametri di processo, tale da minimizzare l'impatto sull'ambiente e in grado di generare energia alternativa». E qui si spinge a ipotizzare la produzione di idrogeno.Il protocollo si chiude con l'impegno a valutare il tema dei ristori legati alla scelta di ospitare l'impianto sul proprio territorio.


